Aiutare i giovani in condizioni di fragilità sociale ad essere protagonisti del proprio futuro imparando una professione, favorendo la loro inclusione sociale. Sono gli obiettivi del progetto “Produrre sociale per fare Comunità”, che ha coinvolto 2191 palermitani e 61 immigrati, sviluppato da Comune e Università di Palermo nell’ambito di un bando dell’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.

I ragazzi hanno seguito un percorso formativo in itinere – spiega il coordinatore scientifico del progetto, la docente universitaria Giovanna Perricone – che li ha orientati verso diversi profili professionali, in base alle attitudini di ciascuno: dal magazziniere all’assistente socio-sanitario passando per la guida turistica e l’assistente all’infanzia. Dopo la formazione hanno fatto un periodo di tirocinio in aziende siciliane. Un altro gruppo ha seguito un corso di formazione avanzata che ha insegnato loro a spendersi professionalmente: da come compilare un curriculum a come presentarsi ad un colloquio selettivo“.

Prima della formazione vera e propria, iniziata nel novembre 2012, è stato necessario “rimotivare i giovani selezionati – aggiunge Perricone – facendo capire loro che non gli stavamo offrendo un lavoro ma gli strumenti per cercarlo o crearlo da sé, per diventare allettanti dal punto di vista professionale”.

“La parte più impegnativa del nostro lavoro – sottolinea l’assessore comunale alla Cittadinanza sociale, Agnese Ciulla – è stato trasmettere ai partecipanti l’importanza che questo percorso assume in quanto rappresenta per loro una nuova opportunità di vita“.

Significativi i dati sui risultati del progetto – presentati ieri al Teatro Biondo di Palermo – finanziato con risorse del Fondo sociale europeo. Il 98% dei partecipanti ritiene di aver acquisito competenze necessarie che prima non aveva per proporsi sul mercato del lavoro, il 55% dei giovani riconosce di aver sviluppato competenze relazionali utili ad esercitare pienamente quel diritto alla cittadinanza attiva che povertà ed emarginazione spesso rendono soltanto un’utopia.

“Il nostro obiettivo prioritario – commenta Daniela Rimedio, dirigente del Settore Servizi Socio-assistenziali del Comune di Palermo – deve essere quello di superare il mero assistenzialismo, dando una mano ai giovani affinché trovino fiducia in se stessi, e non credano che data la crisi è impossibile trovare lavoro. Sempre più giovani vanno via, noi vogliamo invece che restino nella loro città”.

Un progetto che assume ancora più importanza in una metropoli come Palermo dove i soggetti svantaggiati sono migliaia, e dove l’emergenza sociale è realtà quotidiana. “La sinergia tra Comune e Università – puntualizza il rettore dell’Ateneo palermitano, Roberto Lagalla – ha seguito un approccio ragionato. Con le nuove conoscenze che i ragazzi hanno fatto proprie, riusciranno ad aprirsi nuove strade. Adesso il loro futuro professionale può avere inizio, hanno imparato quali sono i propri punti di forza, cosa vogliono fare, dove riescono meglio. Sapranno farne tesoro ed utilizzare tutto questo nel modo migliore”.