Si spacca il fronte indipendentista siciliano. il neonato movimento sicilianista che iniziava a discutere con i partiti si divide sulle partecipazioni a dibattiti e incontri.  “Ognuno per la sua strada” comunica ufficialmente stamani Massimo Costa docente dell’Università di Palermo e fra i più critici rispetto ai conti siciliani così come ci vengono raccontati, che dice addio a Sicilia Nazione, movimento di cui è stato uno dei fondatori.

La spaccatura è stata sancita ieri sera ma resa pubblica stamani ed è dovuta, secondo quanto comunicato da Costa, a “insanabili contrasti sulla linea politica” con il coordinatore nazionale Gaetano Armao, assessore all’Economia quando governatore era Raffaele Lombardo, accusato di essere troppo morbido e di avere abbandonato l’obiettivo finale.

Lo scontro è figlio della scelta di Armao di rispondere all’invito per prendere parte ad un incontro sullo Statuto e sul futuro della Sicilia promosso da Tabacci e al quale prenderanno parte tutti gli oppositori dello Statuto, ovvero tutti coloro che vogliono cancellarlo. Insomma, nascono gli indipendentisti dalle posizioni ‘radicali’, “i veri indipendentisti siciliani che rifiutano – spiega Costa – ogni forma di ambiguità nei rapporti con quei partiti italiani che, attraverso le loro appendici locali, hanno distrutto la Sicilia e che non hanno nel loro Dna nessuna vocazione indipendentista”.

L’attacco di Costa è chiaramente indirizzato a Gaetano Armao “Preso atto delle moltissime sollecitazioni di attivisti del Movimento che mi giungono da tutta la Sicilia – continua Costa – e che ritengono l’attuale coordinatore nazionale non affidabile né rappresentativo del mondo nazionalista ed indipendentista siciliano, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal Comitato Nazionale e dal Comitato Promotore di Sicilia Nazione”.

“A questa iniziativa ha aderito immediatamente la gran parte del Movimento, compresi molti componenti del Comitato Promotore e la quasi totalità dei coordinatori provinciali – comunica Costa -. Sicilia Nazione in pratica non esiste più. Ma esiste intatta la sua base politica che intende continuare il percorso fatto con altro nome, che riconosce la leadership e  che si propone di dare alla Sicilia una classe dirigente completamente rinnovata, partendo subito dalla difesa dei diritti finanziari della Sicilia sanciti nello Statuto ed oggi calpestati, per arrivare dapprima a ridefinire, su basi confederali e statuali, un nuovo patto con l’Italia, e, in prospettiva, a rendere la Sicilia uno stato del tutto sovrano e indipendente.

Dall’altro lato si sottolinea come Sicilia Nazione non sia un movimento leaderistico o verticistico ma discuta dalla base e di parla solo di amarezza e delusione per questa scelta. Alla polemica, invece Gaetano Armao non vuole rispondere personalmente. Sicilia Nazione fa parlare i numeri. Trecento gli attivisti, fanno sapere, solo una ventina quelli che vanno via. Crescono i fan sui social network arrivati a 7500 e le firme sulla petizione per chiederele dimissioni di Crocetta.

Sicilia Nazione, intanto, presenterà alla stampa venerdì  le iniziative in cantiere per la promozione dei prodotti made in Sicily, quasi una risposta del tipo ‘ci siamo e organizziamo eventi’:  “In un momento in cui tanti fanno sfoggio di propaganda demagogica e populista – dice Gaetano Armao coordinatore nazionale del movimento indipendentista – noi preferiamo lavorare concretamente per tutelare le nostre ricchezze anche in ambito enogastronomico e artigianale”.

Poi l’affondo diretto del comitato promotore di Sicilia nazione a quella che definisce ‘la sparuta frangia estremista che ha annunciato la fuoriuscita dal movimento’ alla quale ‘augura buona fortuna’. “Non siamo abituati a buttare in caciara il dibattito politico – si legge in un documento del comitatoo promotore – perché a noi stanno a cuore la Sicilia e i siciliani, non le liti e le discussioni su chi debba ostentare lo scettro del comando. Buona vita a chi intende seguire un percorso diverso da quello nostro che è la Sicilia Nazione”.