Si parte da quota 25. Lo hanno annunciato ieri sera i deputati del movimento 5 stelle. Un primo risultato è raggiunto, La mozione di sfiducia a Crocettta, la terza di questo mandato, può essere presentata e cominciare il cammino verso l’aula. Oltre alle firme dei 14 parlamentari cinquestelle in calce alla sfiducia ci sono ora le firme degli otto deputati di Forza Italia, di Nello Musumeci e Giovanni Ioppolo (Lista Musumeci) e Girolamo Fazio (Misto).

Fisicamente la mozione è stata presentata questa mattina per arrivare presumibilmente in aula dopo l’otto dicembre. “Siamo consci – dicono i deputati M5S – che il Bostik è nettamente più forte di tutte le malefatte di Crocetta. Noi, però, non potevamo non provarci. Lo dovevamo ai siciliani. Quantomeno faremo uscire allo scoperto i veri nemici della Sicilia e chi qui dentro recita solo una parte”.

“Al fallimento del quarto tentativo di governo della Sicilia in tre anni da parte del presidente Crocetta e di una maggioranza sconclusionata e avida di potere,- commentano, invece, da Forza Italia – di fronte a risultati disastrosi, Forza Italia dà seguito a quanto preannunciato nel luglio scorso, presentando la mozione di sfiducia nei confronti del governatore, con l’obiettivo di chiudere definitivamente la porta alla peggiore gestione di sempre. Ormai Crocetta è un pupo nelle mani del PD e dell’UDC, partiti che si stanno mangiando la Sicilia. La mozione di sfiducia è una scelta obbligata alla quale ci richiamano la nostra dignità e i nostri elettori”.

Si tratta della prima dichiarazione firmata dal neo commissario del partito Gianfranco Miccichè che continua “L’atto di sfiducia lo abbiamo condiviso e arricchito con tre punti che evidenziano la persistente incapacità di esecutivo e maggioranza – afferma il capogruppo azzurro all’ARS, onorevole Marco Falcone –. In primis l’incapacità di Palazzo d’Orleans di spendere i fondi comunitari, con la conseguente restituzione di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro, a fronte degli 8 messi a disposizione da Bruxelles. Quindi il conto consuntivo, che vede diminuite le entrate, diminuiti i crediti, aumentati i debiti e diminuito il conto patrimoniale, cioè la ricchezza della Regione, sino a toccare livelli negativi pari a -819 milioni al 31 dicembre 2014. Infine le inadempienze amministrative e di governo che hanno causato la paralisi dei pubblici appalti, concorrendo a lasciare sulla strada ben 80 mila lavoratori negli ultimi due anni e mezzo. La mozione di sfiducia non è solo rivolta a Crocetta, che rappresenta il passato e la peggiore espressione di una politica urlata, ciarlatana e vanagloriosa, ma nei confronti del PD, dell’UDC e oggi dell’NCD, che mantengono in vita questo presidente”.

Ma a prescindere dagli atti prettamente politici bisogna far di conto per capire quale è realmente la situazione. Ammettendo che le 25 firme di presentazione vengano confermate con il voto d’aula al momento della sfiducia vera e propria (e non è una cosa del tutto scontata) ne mancherebbero altre 21. I due deputati del misto che non l’hanno firmata, Dina e Riggio, non la voteranno di certo. Nelle opposizioni militano, poi, i 4 deputati Mpa. Anche ammettendo che si convincano alla sfiducia (le voci di popolo sostengono da un paio di mesi che si tratta sottobanco per avere qualcosa dal governo non certo per affondarlo) ne mancherebbero ancora 17.Le opposizione possono, poi, contare su 4 Pid e Formica della lista Musumeci. In serata, però, Santi Formica fa sapere di avere apposto, convintamente, la sua firma alla mozione portando, così, a 26 i firmatari. Anche in questo caso se votassero tutti mancherebbero ancora 11 voti da pescare nella maggioranza.

Ecco che la palla passa interamente in mano renziana. Certo che i cuperliani del Pd non la voteranno mai così come non lo faranno Megafono Psi, Sicilia democratica e Area Popolare ovvero Udc e la new entry Ncd, restano solo loro con i loro ‘alleati.

I voti dei renziani sono 13 e già questo basterebbero insieme all’intera opposizione ma la coalizione può contare anche sui 9 di Sicilia Futura scontenti e sul piede di guerra per la vicenda Lantieri ma probabilmente non abbastanza per andare a casa.

Gli stessi renziani in occasione dell’elezione del capogruppo hanno mostrato di non essere poi così compatti. Il gruppo Gucciardi e i dem di Lupo difficilmente sono pronti per andare ad una elezione. Ad essere ottimisti, quindi, i voti disponibili dalla maggioranza potrebbero essere 7/8.

Nella migliore delle ipotesi ne mancherebbero 4. La trattazione della mozione, inoltre, slitterà, con tutta probabilità, al nuovo anno dovendo, dopo l’8 dicembre, occupare l’aula con la sessione di bilancio che è prioritaria per regolamento e per buonsenso. tempo che il presidente della regione dovrebbe usare anche per risolvere il ‘conflitto Lantieri’ e magari recuperare anche qualche voto di Sicilia Futura per mettersi als icuro.

Dunque Crocetta resterà in sella e la mozione 5 stelle avrà avuto un sollo esito. dimostrare politicamente che i renziani strepitano ma poi e basta. E questa eraòl’intenzione pentastellata: nula di più