Un’ altra tegola si abbatte sul presidente della regione siciliana, Rosario crocetta ed il suo Governo, accusato ancora una volta di totale incapacità nel gestire l’ampia e complicata vicenda dei lavoratori della Formazione Professionale.

Più di 8000 famiglie senza un posto di lavoro e stanche di promesse che ancora non sono state mantenute e perché no che dato l’ampia pressione fiscale e l’impossibilità di adempiere ai propri doveri di cittadini potrebbe presto sfociare in una vera rivolta sociale.

Analisi che non fanno una piega dopo quanto è accaduto ieri, dove anche le sigle sindacali hanno fatto sentire la propria voce.Ora l’ampia protesta è portata avanti dallo Snals Confasal del settore alla formazione , pronta ad adire le vie legali.

Avviare una class action di tipo risarcitorio ha affermato il coordinatore regionale, Giuseppe Milazzo, per la colpevole inerzia dell’amministrazione: in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre i 2 anni in qualche caso), dall’altra, consegnando agli avvocati, un imponentedossier documentale per verificare quali siano i profili penalmente rilevanti delcomportamento dell’amministrazione regionale retta dal trio Crocetta – Scilabra -Bruno.

Questo sia sotto il profilo dell’inerzia (mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati; mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL dicomparto; mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga; Il mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori) e sia sotto il profilo delle azioni condotte in danno degli operatori stessi”
Lo Snals Confals ha chiamato a raccolta tutti gli operatori interessati a passare alle vie giudiziarie ed ha messo a disposizione una mail snalsconfsal@gmail.com per inviare i loro dati e la necessaria documentazione.