Mattinata difficile davanti la Prefettura di Palermo dove alle 11.30 di stamane ha avuto inizio il tavolo tecnico sul futuro dei 519 collaboratori scolastici della provincia di Palermo. A partecipare il prefetto della città, Francesca Cannizzo, il provveditore agli Studi, Rosario Leone, il sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Simona Vicari ed i sindacati che chiedono certezze per i lavoratori.

In via Cavour il nervosismo ha avuto la meglio. E’ scoppiato un alterco tra alcuni dei collaboratori scolastici in attesa dell’esito dell’incontro. Gli animi si sono surriscaldati ed un uomo in presidio ha perso i sensi a causa di un calo di pressione.

Di fatto, gli ex Lsu che prestano servizi di pulizia, vigilanza e cura degli spazi nella scuole di Palermo e provincia, di motivi per temere di ritrovarsi sul lastrico ne hanno non pochi. Da ben 7 mesi non percepiscono lo stipendio e non c’è ancora alcuna notizia del rinnovo della convenzione tra le cooperative di cui fanno parte ed il ministero della Pubblica Istruzione per il 2014. Il loro contratto scade a dicembre e nessuno può garantire loro che verrà rinnovato.

Ma c’è di più: le scuole potrebbero infatti decidere di esternalizzare ad aziende private alcuni dei servizi resi dai collaboratori scolastici – in primis quello di pulizia – lasciando loro a casa. Nonostante molti abbiano lavorato negli istituti scolastici per 20 anni.

Una situazione insostenibile, come puntualizzano i sindacati, che al tavolo tecnico hanno portato una richiesta precisa: inserire anche i collaboratori scolastici nel decreto di stabilizzazione dei precari con un emendamento ad hoc.

L’incontro in Prefettura si è concluso intorno alle 13 con una notizia che ha riacceso la speranza dei manifestanti. Il sottosegretario Vicari ha garantito che venerdì si terrà al ministero dell’Istruzione un tavolo tecnico sulla situazione dei collaboratori scolastici.

A tal proposito è intervenuto anche il sindaco Leoluca Orlando: “L’augurio – ha detto – è che oggi l’incontro indetto oggi porti ad una soluzione rapida ponendo fine ai disagi delle scuole, ormai insostenibili. Ulteriori ritardi, infatti, pregiudicherebbero gravemente il prosieguo dell’anno scolastico.”