Il grande assente, quello annunciato, doveva essere il segretario regionale uscente del Pd, Giuseppe Lupo che dopo la convocazione del vertice di maggioranza per la giornata di oggi a Roma, ha tuonato contro chi intende portare fuori dai tavoli siciliani la soluzione o la mediazione dei problemi regionali.

E invece la poltrona vuota, quella che peserà di più, sarà quella del governatore Crocetta. A Roma, alle 20, nella sede del Pd di Largo del Nazareno dove è fissata la riunione per occuparsi del ddl di riforma delle province, testo che domani va in aula a sala d’Ercole, il governatore non ci sarà. Ufficialmente è impedito da un brutta influenza che lo costringe al riposo.

Ma i malevoli non fanno mancare doppie o triple interpretazioni: Crocetta non vuole finire impallinato dai colleghi di partito e dagli attori della coalizione che gli contestano, in primis, un disegno di legge di riforma che non piace a nessuno. In ogni caso, la notizia ulteriore è questa, l’appuntamento resta fissato.

La mediazione dell’esponente della segreteria nazionale, Davide Faraone che ha concordato con il ministro D’Alia l’appuntamento di oggi e un successivo il 18 febbraio prossimo, a primarie Pd per la scelta del segretario regionale concluse, non viene inficiata. E a Largo del Nazareno, qualcuno pensa pure che il vertice di maggioranza possa essere una “scusa” per affrontare nelle stanze della segreteria nazionale del Pd il caso Dem Sicilia come già nei giorni scorsi nella stessa sede del Pd si è svolto un tavolo sul caso Marche.

Dall’incontro di questa sera, comunque, dovrà venire fuori una linea condivisa che porti entro la settimana all’approvazione della legge che riforma, abrogandole le province siciliane. Altrimenti il balzo in avanti che il governatore Crocetta iscrive al proprio merito nell’essere stata la prima regione ad avere abolito gli enti intermedi, rischia di trasformarsi in una figuraccia nazionale.