Il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, uscente ma ancora in carica, non ci sarà. Al vertice romano convocato dal ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia e dall’esponente della segreteria nazionale del Pd, il renziano Davide Faraone, la maggioranza, formalmente, si presenta spaccata. Almeno nel Pd. Da un lato c’è il peso specifico di un esponente nazionale dei democratici, componente della corrente che oggi detta la linea e che ha assunto il ruolo di mediatore in una crisi che sembrava dover far saltare i giochi a palazzo d’Orleans, Davide Faraone appunto che sostiene Fausto Raciti nella corsa alla segreteria regionale del Pd che domenica prossima 16 febbraio si concluderà con il voto.

Dall’altro c’è l’attuale establishment del partito rappresentato da Giuseppe Lupo che punta i piedi e sostiene ormai con una forza inusitata fino ad oggi il fallimento del governo Crocetta e rifiuta il confronto romano “perché non si può espropriare la Sicilia dalle sue prerogative. Sulle Province – ha detto Lupo –  sono d’accordo, per la prima volta nella storia, con Cracolici, ma non capisco soltanto perché si debba andare da Roma. Se si vuole perder tempo lo si dica chiaramente credo che la sede in cui discutere della riforma delle province sia l’Ars”.

L’accordo di mediazione che oggi si chiuderà a Roma quindi, potrebbe rischiare di impattare domani con le defezioni nel gruppo parlamentare del Pd quando il disegno di legge che prevede l’abolizione delle province con la creazione di enti intermedi di secondo livello approderà a sala d’Ercole per l’avvio della discussione. Appare chiaro dunque che la ciambella di salvataggio lanciata, proprio attraverso BlogSicilia, dal leader dell’opposizione, Nello Musumeci che ha invitato il governatore Crocetta ad un dialogo sul ddl e una intesa comune che non faccia saltare il provvedimento, sia una soluzione da cogliere al volo.

Dopo, se il Pd farà mancare il suo sostegno a Crocetta, bisognerà attendere l’elezione del segretario e lo svolgimento del prossimo vertice di maggioranza, sempre a Roma il 18 febbraio prossimo quando la partita interna ai Dem siciliani sarà definitivamente chiusa.