Condanna a 17 anni di reclusione per omicidio volontario per Giuseppe Caruso, 71 anni, l’agricoltore che, per un eccesso di legittima difesa, sparò al ladro nel suo podere di Puntalazzo, a Mascali, nel Catanese, quattro colpi di pistola.

La vittima, Roberto Grasso, 27 anni, morì pochi giorni dopo all’ospedale Cannizzaro di Catania.

La sentenza prevede anche l‘interdizione perpetua dai pubblici uffici, il risarcimento ai familiari di quasi 600 mila euro e la confisca dell’arma, una pistola calibro 7.65 utilizzata la sera del delitto.

Nel processo si sono costituiti come parte civile il figlio della vittima i genitori e i fratelli. Il Pm Alessandro La Rosa aveva chiesto per l’imputato la pena di 21 anni di reclusione.

La vicenda di Giuseppe Caruso ricorda molto quella del pensionato di Vaprio d’Adda, a Milano, che nei giorni scorsi, ha fatto fuoco contro il ladro che si era introdotto per derubarlo nella sua stanza da letto, dopo avere subito diverse rapine.

La difesa di Giuseppe Caruso rappresentata dall’avvocato Giuseppe Lipera, ha sempre sostenuto la tesi della legittima difesa e dell’uso legittimo delle armi.

Lipera, subito dopo la lettura del dispositivo, ha così commentato la sentenza: “La Corte ha ritenuto di riconoscere per il mio assistito solo le attenuanti generiche, ma valida l’impostazione accusatoria. Proporrò appello perché ritengo la sentenza errata e ingiusta sia nel fatto che nel diritto. Lui ha difeso se stesso, i suoi beni e ha agito, secondo me, legittimamente”.

La ritiene invece, “una sentenza giusta ed equa in base a quello che è successo” l’avvocato difensore che assiste la famiglia della vittima, Claudio Grassi. “Sono soddisfatto” ha commentato fuori dall’aula Serafino Famà, al termine dell’udienza.

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