Catania-Roma è un film rimasto impresso nella mente di ogni tifoso etneo e romanista. Le sequenza di una partita disperata che si giocò al Massimino nel maggio 2008  e che valeva scudetto e salvezza, vivere o morire.

Un deja vù che tuttavia non si completa nell’evento in programma domani al Cibali dove rossazzurri e giallorossi si giocheranno una posta diversa e con spirito differente. Sebbene la matematica non abbia ancora emesso verdetti, la retrocessione del Catania appare praticamente scontata mentre la Roma può sperare in uno scivolone della Juventus impegnata a Bergamo e poi giocarsi tutto all’Olimpico domenica prossima.

Le incognite sono tante a partire dall’aria che si respirerà domani al ‘Massimino’: certamente non ci saranno i tifosi della Curva Nord che sui social network hanno invitato l’intera tifoseria a disertare lo stadio ed unirsi a loro in una contestazione che si terrà proprio davanti ai cancelli del Cibali.

Il tecnico del Catania, Maurizio Pellegrino, ha blindato la propria squadra in nome di quella professionalità che tante volte ha citato come esempio da seguire per completare il campionato. Non sappiamo, quindi, che Catania troveremo: se un team capace di una disperata prova d’orgoglio o la stessa squadra che a Verona ha sotterrato ogni speranza di permanenza in Serie A.

Nel 2008, poi, con i rossazzurri c’era una città intera che credeva nell’impresa. Oggi, invece, si osservano le prime strategia di un futuro che, proprio come domani, viene vissuto dalla gente di Catania tra tanti dubbi e mille interrogativi.