Valgono complessivamente 5 miliardi e 150 milioni di euro le opere che restano bloccate. Per poco meno di un miliardo di euro (982 milioni per l’esattezza) c’è il rischio concreto che i fondi vadano perduti. Se le somme non saranno utilizzatee entro l’anno si rischia il disimpegno dei fondi. tutte le 118 opere sono suddivise fra grandi assi stradali ed autostradali, impianti fogniari, depuratori ed acquedotti.

Ci sono vari lotti delle più importanti arterie stradali siciliane ma anche opere idriche ed acquedottistiche. In testa all’elenco delle opere ferme il secondo tronco dell’asse autostradale Siracusa-Gela, ben 5 lotti della messa in sicurezza della Messina-Catania, 2 lotti della Nord-Sud a cominciare dal tratto Santo Stefano di Camastra-Gela.

Fermi anche i lotti della Licodia Eubea Libertinia e della Ragusa – Catania, tre lotti di potenziamento della Palermo – Catania, gli interventi sugli assi viari metropolitani di Catania e la viabilità del polo industriale. ferme le opere per gli interporti di Termini Imerese e di Catania, per il polo intermodale della città etnea, la Gela-Agrigento-Trapani e gli svincoli sullo scorrimento veloce Palermo-Agrigento e Palermo-Sciacca solo per fare qualche esempio.

A parte le strade ferme ben 10 opere sulle reti fogniarie da Santa Flavia a Scicli, da Mazara del Vallo a Acicastello; 6 realizzazioni di acquedotti, 49 interventi nei comuni minori fra deputatori e scarichi di acque bianche molti dei quali fonamentali anche per garantire la bagnabilità di importanti tratti di mare.

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