Ci sono quelli che non le vogliono. Quelli che considerano l’idea valida, ma la riuscita pessima e quanti propongo degli aggiustamenti. Le strisce blu notturne nel centro storico di Catania dividono la politica e varie anime della città. L’iniziativa dell’amministrazione e di Sostare, la partecipata del Comune che si occupa degli stalli a pagamento, ha come obiettivo la regolamentazione dei parcheggi nella luoghi della movida anche per contrastare il fenomeno, diffusissimo, dei posteggiatori abusivi.

In pratica si paga un biglietto unico da 2 euro che consente di lasciare l’auto in zone prestabilite fino alle 3 del mattino, mentre i collegamenti dovrebbero essere garantiti da alcuni bus dell’Amt. L’attività preso il via già da qualche giorno e le critiche non sono mancate.

L’opposizione ha organizzato una petizione per chiedere all’esecutivo cittadino di abolirle, visto che per i consiglieri di Forza Italia, Grande Catania e Area Popolare ‘i cittadini vengono adoperati come un bancomat’. Mentre la Fipet, una sigla a cui fanno riferimento diversi commercianti del centro-storico pensa che si tratti di “una valida idea originaria che si è trasformata in un mostruoso boomerang contro i cittadini, gli esercenti ed i lavoratori”.

Anche l’associazione Rifuti Zero ha bollato l’iniziativa: “Il progetto sperimentale dei parcheggi notturni è un fallimento e la Sostare così non fa il bene dei cittadini”.

A sostegno dell’Amministrazione il capogruppo di ‘Con Bianco per Catania’, Alessandro Porto che difende l’iniziativa, ma ipotizza degli aggiustamenti.

Personalmente – ha detto in una nota – ho proposto di dimezzare il costo del biglietto e rendere più sicuro il parcheggio puntando su specifiche aree, limitate e dunque facilmente presidiabili dalle forze dell’ordine, nel centro storico. Il bus navetta, invece, potrebbe collegare parcheggi più distanti, per esempio nelle piazze Stazione e Sanzio”.

La questione però si sposta in politica e porta attacca l’opposizione: “Non condivido affatto, invece, la posizione di chi approfitta di un esperimento per attaccare a testa bassa un’Amministrazione che sta cercando di fare quel che i cittadini chiedono a gran voce: evitare fastidiose richieste da parte di quei parcheggiatori abusivi che spesso si concludono con danneggiamenti delle auto. Che senso ha accusare il Comune di considerare i cittadini dei “bancomat” perché fa pagare il parcheggio il cui ricavato va alla collettività mentre il pizzo al parcheggiatore abusivo va a organizzazioni che certo non possono dirsi legali? Invito dunque i colleghi dell’opposizione a evitare posizioni demagogiche per fornire invece il loro responsabile contributo di idee praticabili e che garantiscano ai Catanesi legalità e sicurezza”.

Intanto è stata indetta una conferenza dei servizi per affrontare la questione. All’incontro, che si svolgerà all’inizio della prossima settimana, parteciperanno, tra gli altri, gli assessori alla Viabilità Rosario D’Agata, alla Polizia urbana Marco Consoli, alle Attività produttive Angela Mazzola e al Bilancio Giuseppe Girlando, e i rappresentanti di Sostare e Amt.

“Nel corso della conferenza dei servizi – si legge in una nota – saranno valutate tutte le indicazioni, le idee e le proposte venute in queste settimane di sperimentazione dai consiglieri comunali e da quelli circoscrizionali, dalle associazioni di categoria e di cittadini”.