Un siciliano al Colle. L’ipotesi che nei giorni scorsi si sussurrava appena, nonostante la lista dei quirinabili made in Sicily fosse piuttosto nutrita, adesso a poche ore dalla prima chiama potrebbe prendere sostanza.

Il Pd sembra avere trovato la quadra proprio sul palermitano Sergio Mattarella, proposto da Matteo Renzi e rilanciato dall’ex segretario democratico, Pierluigi Bersani che ha invitato il partito all’unità e alla responsabilità.

A conti fatti, secondo il ragionamento di Bersani rivelato ai giornalisti che lo aspettavano al termine della riunione con il premier, Mattarella potrebbe farcela anche senza i voti di Berlusconi.

“Se siamo tutti responsabile ce la facciamo comunque…”, ha chiosato l’ex segretario del Pd.

Mattarella, del resto, risponde ai criteri immaginati da Renzi e che non scontentano la minoranza del partito: alto profilo, una storia democristiana e quindi non schiacciata su posizioni eccessivamente di sinistra, una mitezza politica che sembrerebbe congeniale dopo gli anni di Giorgio Napolitano.

A fortificare la posizione del giudice costituzionale ed ex ministro in vari governi della Prima e della Seconda Repubblica anche l’intervento di Romano Prodi, inserito nell’elenco dei quirinabili, che sul proprio nome ha detto: “Posso essere un segno di contraddizione, ma non voglio essere uno strumento di contraddizione”.

Berlusconi, che lanciato l’idea Pierferdinando Casini e in seconda battuta quella di Giuliano Amato, aspetta segnali.

La candidatura del leader Udc sembra studiata ad arte per servire il classico ‘promoveatur ut amoveautur’ e se non dovesse essere nemmeno il ‘dottor Sottile’ non è escluso  che un altro siciliano possa tornare prepotentemente in auge divenendo sintesi di unità e intese bipartisan.

Si tratta dell’attuale inquilino del Colle, il facente funzioni Piero Grasso, che ha tutti i requisiti per mantenere il proprio domicilio al Quirinale.

L’ex procuratore antimafia, prima della sua discesa in politica sotto le insegne del Pd, non era per nulla sgradito all’area del fu Pdl, tanto che qualcuno in Sicilia ipotizzava per lui una candidatura a Palazzo d’Orleans a trazione centrodestra.

ma bando alla chiacchere, si vota