Non accetto accuse da nessuno. Una parte della stampa sostiene ce io avrei avallato assunzioni politico-clientelari. Questo mi fa sorridere ma soprattutto mi indigna. Quello che non andava alla Sicilia e-Servizi è stato denunciato già a luglio da Crocetta. E proprio per fare pulizia il governatore ha chiamato me“. Ad affermarlo è Antonio Ingroia, commissario della società partecipata regionale che si occupa della gestione del sistema informatico di tutti gli uffici.

L’ex magistrato antimafia replica così alle polemiche per l’assunzione in Sicilia e-Servizi di 74 dipendenti provenienti dalla società privata collegata. Nella lista dei nuovi dipendenti, anche il genero di Bontate e amici e parenti di politici e burocrati vicini a Totò Cuffaro e all’ex ministro Saverio Romano.

“Io sono arrivato a un mese dalla fine della convenzione e a due mesi dal possibile licenziamento di questo personale – incalza Ingroia -. Era già deciso con l’amministrazione regionale che, per mantenere il servizio informatico e non disperdere i 66 milioni di euro investiti, era necessario prorogare i contratti dei dipendenti (con un periodo di prova di due mesi) e nominare una commissione di super esperti che verificherà se questo personale abbia i giusti requisiti e se il socio privato ha provveduto a formare con 66 milioni di euro il personale“.

“Sarebbe meglio, prima di sparare a zero, informarsi – prosegue il commissario della società –. Invece di sentirmi criticato, mi aspetterei che qualcuno mi dicesse grazie. Grazie alla partecipazione al 100% della Regione nella società, risparmieremo circa dieci milioni di euro all’anno”.

“A noi, a questo punto – conclude Ingroia -, non interessa di chi sono figli o se sono stai raccomandati da qualcuno, ci interessa sapere se sono in grado di lavorare e assicurare questo servizio”.