Elezioni sempre più lontane, rimpasto sempre meno veloce, renziani separati in casa e Crocetta che ‘divide e comanda’ anche se non dorme sonni tranquilli. Non c’è chiarezza sotto il piovoso cielo di Sicilia di questi ultimi giorni.

Non c’è chiarezza perché il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini parla un politichese stretto che lascia aperte le sue parole a tutte le interpretazioni ed al loro esatto contrario. Non c’è chiarezza perchè ieri, perla prima volta, mentre Guerini a Catania parlava di giunta e di governo con faraone e teneva a battesimo Sicilia Futura, il segretario regionale Raciti restava a Palermo a parlare con Crocetta di rimpasto.

Una assenza, quella di Raciti, notata dai renziani e dagli alleati catanesi ma che viene giustificata da tutti gli altri come una divisione di compiti dall’interno del partito.

I renziani fanno sapere fra le righe che di rimpasto per il momento non si parla. Che è tutto congelato almeno fino a lunedì nonostante Crocetta avesse detto che avrebbe chiuso per sabato e che tutto dipenderà dall’incontro fra Sicilia e governo centrale, quindi di Crocetta con De Vincenti e Bressa perché senza soldi non c’è dove andare e che sono stati loro a stoppare l’azzeramento della giunta dopo aver appreso dalla stampa (e non dal governatore) dell’intenzione di mandare a casa 7/8 assessori tenendone 2 o 3.

Ma Guerini fa capire che la frase attribuitagli da Crocetta circa la non volontà di andare al voto anticipato in effetti è stata detta ed è convinta anche se bacchetta le decisioni unilaterali del governatore e non smentisce Faraone quando affonda di nuovo il coltello.

I nodi dovranno essere sciolti dalla direzione del Pd subito prima dell’incontro romano e la direzione che si pensava si svolgesse oggi non è ancora stata convocata. probabilmente sarà indetta d’urgenza proprio oggi per svolgersi domenica.

Ma se elezioni non saranno i renziani non potranno certo permettersi di uscire dalla giunta e dunque che figura sarà per tutti gli oppositori interni di Crocetta in Sicilia?

Lui sembra aver abbandonato l’idea della giunta de presidente. Ha sondato le possibilità ma ha ricevuto un unico sì: quello di Antonio Fiumefreddo che non vuole nessun altro. E nessun altro vuole andare in una giunta che non sia frutto di un accordo con i partiti.

Si profilano, dunque, tempi un poco più lunghi ma comunque un governo Crocetta quater. Bisognerà solo capire gli equilibri interni: quanti assessori al pd e di questi quanti ai renziani. e poi il rapporto fra Sicilia Futura e quel che resta di Sicilia Democratica, le richieste del Megafono sempre più socialista e sempre meno crocettiano, l’ingresso di Ncd con un tecnico che appare certo.

Intanto continua la corsa degli assessori uscenti alle conferenze stampa di commiato. Oggi se ne svolgono due ufficialmente per presentare atti, provvedimenti e studi ma come quelle degli ultimi due giorni hanno, comunque, il sapore del bilan cio di fine mandato