“Alcuni lavoratori appartenenti ad una impresa dell’indotto della Raffineria di Gela stanno attuando uno sciopero con modalità che non sono più sopportabili economicamente dalle imprese dell’indotto stesso, molte delle quali già in crisi e non più in grado di sostenere le perdite derivanti dal fermo delle attività”.

Lo sostengono in una nota Confindustria Centro Sicilia e Legacoop: “Fermo restando il diritto di sciopero dei lavoratori ai quali le imprese esprimono tutta la loro solidarietà auspicando che il loro problema venga risolto nel più breve tempo possibile, non è possibile tollerare che poche unità blocchino o comunque rallentino le operazioni di accesso alla Raffineria causando gravi ripercussioni sull’intero sito”.

Lo scorso 8 gennaio, nella raffineria, erano state avviate le procedure esecutive per il licenziamento di 24 dei 44 dipendenti della “Riva & Mariani”, un’impresa dell’indotto dopo l’ultimo nulla di fatto nel tentativo di accordo tra le parti avvenuto al ministero del lavoro per impedire i tagli ai livelli occupazionali.

“Tali comportamenti – continua la nota -, oltre a non sortire alcun effetto positivo, rischiano di bloccare gli investimenti sul sito o peggio ancora la chiusura dello stesso con gravi ricadute occupazionali riguardanti l’intero territorio”.