Studenti siciliani alla riscossa. Protagonisti stamattina di un’azione congiunta di dissenso contro il continuo attacco ai propri diritti. Gli studenti universitari palermitani, dopo momenti di tensione e resistenza da parte degli addetti alla sicurezza, sono riusciti a fare irruzione negli uffici dell’ERSU (Ente per il diritto allo studio universitario) e con megafonaggio e cori hanno denunciato i continui tagli cui è sempre più esposto il mondo della formazione e come le misure di austerity neghino il futuro ai giovani di oggi.

> LE IMMAGINI DELLA PROTESTA DEGLI STUDENTI

Contemporaneamente anche gli studenti di Catania hanno invaso gli uffici dell’Ersu e gli studenti di Messina hanno attuato un blitz al Senato Accademico. Le parole dello striscione che è stato esposto all’esterno dello stabile dell’Ersu, in viale delle scienze a Palermo, sono molto chiare e dirette “Ora basta! Giù le mani dai fondi Ersu! Reddito e dignità per tutti. Network Antagonista Studenti Siciliani”.

La mancata erogazione di sufficienti fondi per borse di studio, l’aumento del costo del servizio mensa, infinite graduatorie per i pochi alloggi rimanenti, in un periodo di grave crisi economica che sta attualmente attraversando l’Italia e non solo, rendono estremamente difficoltoso il semplice accesso alla vita universitaria. Tutte le azioni di oggi si sono concluse con l’invio dagli uffici dell’Ersu di Palermo, Catania e Messina di un comunicato congiunto firmato Network Antagonista Studenti Siciliani inviato all’assessore alla formazione Nelli Scilabra per criticare fortemente il suo operato.

“Dato il contesto riteniamo inaccettabile che il governo Crocetta con il suo assessore alla formazione Nelli Scilabra sia esclusivamente orientato alla programmazione di una finanziaria che prevede un taglio di 4 milioni di euro all’Ente Regionale per il diritto allo studio – afferma Gabriella Palermo portavoce del Collettivo Universitario Autonomo – cosa che non farà altro che aggravare la condizione attuale per cui ad essere ridotte sono le borse di studio e ad aumentare sono le tasse. Il calo di iscrizioni di quest’anno è proprio un campanello d’allarme della trasformazione dell’università in luogo d’élite, basato oggi più che mai su un principio di esclusione. L’azione congiunta che oggi ha avuto luogo esprime la piena volontà da parte di tutti gli studenti siciliani di opporsi all’oscuro progetto di governatori e giovani assessori, a questo processo di trasformazione dell’università in un luogo per pochi, senza servizi, reddito e garanzie, ad un futuro di disoccupazione e emigrazione”.