Un’innovazione legislativa che non ha pari nel resto d’Italia“. Hanno definito così la loro idea i presentatori del disegno di legge per l’istituzione del reddito minimo garantito esteso alle coppie di fatto e agli omosessuali. Il ddl che porta la firma, quale deputato regionale, del presidente Rosario Crocetta, e di cui è primo firmatario Nino Oddo, è stato presentato oggi a Palazzo dei Normanni.

Una idea complessa da realizzare ma sulla quale i deputati presentatori, ad iniziare dal Presidente della Regione, credono molto. Esistono, prima di tutto, problemi di copertura finanziaria. “Utilizzeremo– dice Oddo-  primo caso in Italia, il Fondo sociale europeo proprio per i nuclei di convivenza. Prevediamo già un investimento di 50 milioni di euro già  nel primo anno di applicazione della norma”.  Primo caso in Italia sicuramente ma sull’impiego dei fondi europei per lo sviluppo regionale destinandoli ad assistenza sociale sono in tanti ad elevare dubbi e perplessità. Bruxelles accetterà questa impostazione profondamente estensiva della norma?

Ma dei rilievi della Comunità europea i proponenti non sembra preoccuparsi. Piuttosto il disegno di legge sembra avere anche una valenza politica ovvero il riavvicinamento alle posizioni dei 5 stelle. Il rapporto fra la maggioranza ed i grillini di sala d’Ercole sembra che viva di fasi “ad elastico” e dunque creare nuovi terreni di condivisione può solo far bene ad una maggioranza stentata e traballante ma sempre in piedi come quella di Crocetta.

Con questa legge che speriamo di far approvare all’Ars in tempi rapidi, e sulla quale abbiamo già un approccio con il gruppo Cinquestelle – conferma Nino Oddo – introduciamo nuove misure che integreranno il welfare regionale. Sarà garantito un reddito minimo ai nuclei di convivenza senza distinzione tra le coppie more uxorio e quelle gay. Il reddito minimo favorirà l’inclusione sociale per i disoccupati, gli inoccupati e i precariamente occupati”.

In questo modo – prosegue Oddo, che è anche esponente nazionale del Partito Socialista – otterremo anche un maggiore controllo sugli assetti familiari, demandato ai Comuni, e quindi anche la riduzione del lavoro nero.