Natale e domeniche senza treni regionali in Sicilia. Non è un bel regalo quello di Trenitalia a pendolari dell’Isola. L’ultima dimostrazione della scarsa considerazione che la società che gestisce la quasi totalità del trasporto ferroviario in Italia ha nei confronti dell’Isola è la cancellazione dei treni regionali di domenica e in tutti i giorni segnati in rosso nel calendario.

Un rapporto quello tra Trenitalia e la Sicilia che non è stato certamente ‘coltivato’ nel modo mgliore dalle istituzioni regionali. Dopo sei anni di attesa , il contratto di servizio non è ancora stato firmato. Il 30 ottobre scorso era tutto pronto per la firma, ma è stato ‘provvidenziale’ l’ultimo azzeramento del governo regionale da parte del presidente Crocetta per mandare tutto a monte ancora una volta. Un contratto di servizio che, tra l’altro, secondo il comitato pendolari e altri osservatori sarebbe a tutto vantaggio di Trenitalia e penalizzerebbe invece la Sicilia.

Il nuovo orario, varato pochi giorni fa, non viene certo incontro alle esigenze dei pendolari siciliani, rifilando l’ennesimo schiaffo all’Isola che il presidente del Comitato pendolari siciliani, Giosuè Malaponti, ha portato all’attenzione dell’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pistorio attraverso una lettera. “Il nuovo orario, – scrive Malaponti – entrato in vigore domenica 13 dicembre, ha rivoluzionato non solo le abitudini già consolidate di mobilità di lavoratori e studenti nei giorni feriali lavorativi ma ha completamente stravolto la mobilità ferroviaria anche nelle giornate di domenica e festivi”.

Secondo il presidente del Comitato pendolari “era già complicato con il vecchio orario spostarsi nei festivi, da Siracusa a Catania e da Catania a Messina e viceversa, che qualcuno dell’assessorato regionale ai trasporti ha pensato bene di rendere il tutto più complicato al cambio orario di dicembre. Nei vecchi orari venivano garantite, anche nei festivi, le fasce orarie 6-9 e 13-15 garanzia per molti utenti-pendolari che lavorano anche la domenica e nei festivi presso strutture alberghiere, ospedaliere o chi si muove per svago o altro.

Ecco i treni cancellati con il nuovo orario: Regionale 7801 ore 6.55 da Messina a Catania 19 le fermate in 119 minuti; Regionale 7803 ore 9.05 da Fiumefreddo a Catania 6 fermate in 40 minuti; Regionale 7807 ore 14.05 da Messina a Catania 21 fermate in 117 minuti; Regionale 3870 ore 8.40 da Siracusa a Messina 11 fermate in 175 minuti; Regionale 7804 ore 9.30 da Catania a Messina 10 fermate in 88 minuti; Regionale 7806 ore 14.00 da Catania a Messina 21 fermate in 116 minuti.

Nonostante ci siano in circolazione lo stesso numero di treni in servizio prima del cambio dell’orario, i disagi per i psasseggeri sono aumentati. Al danno della cancellazione di questi orari, in fasce lavorative, si aggiunge la beffa del mantenimento dei 5 treni regionali veloci anche nei giorni festivi, che non garantiscono alcun collegamento capillare tra le tre città per le poche fermate effettuate.

“Vorremmo capire ed avere una spiegazione logica, dall’assessore regionale ai trasporti Pistorio, – dice Malaponti – sul mantenimento dei 5 treni regionali veloci 3841, 3851, 3859, 3860 e 3862 anche la domenica e nei festivi che effettuano da Siracusa 4 fermate sino a Catania (Priolo-Melilli, Augusta, Lentini e Catania) e 5 fermate sino a Messina (Acireale, Giarre-Riposto, Taormina-Giardini, Alì Terme e Messina) e lo stesso avviene da Messina a Siracusa.

Si tratta di treni veloci che non assicurano nelle giornate domenicali e festive la possibilità di spostarsi liberamente, soprattuto a chi deve raggiungere i luoghi di lavoro. Quindi i pendolari chiedono il ripristino del vecchio orario e per una volta, la soluzione più saggia sembra un rassicurante “ritorno al passato”.