I comuni siciliani sono in agonia. La mancata erogazione di 100 milioni da parte della Regione e l’empasse nella Conferenza con Autonomie locali sta creando un’estrema difficoltà a garantire i servizi essenziali alle amministrazioni, già colpite da tagli che definiscono “indiscriminati e non discussi”.

Già una settimana fa l’Anci Sicilia ha lanciato l’allarme e i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione.

Una situazione di crisi che si sta ripercuote sullo storico anello debole della catena: quei dipendenti precari che lavorano da diversi anni, anche più di 20, senza riuscire a raggiungere la sognata stabilizzazione. E’ il caso di Piana degli Albanesi. Nel centro della provincia di Palermo i lavoratori precari del Comune da otto mesi non percepiscono lo stipendio e la stessa sorte si estenderà anche ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

“La cosa più grave – denuncia il sindacato Cub Pubblico Impiego – è sapere che l’amministrazione comunale sino ad oggi ha regolarmente pagato le spettanze economiche ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato, creando, di fatto, una netta disparità di trattamento tra tutti i lavoratori”.

Per denunciare questa “disparità di trattamento” si è tenuta un’assemblea sindacale dei lavoratori alla quale ha preso parte l’amministrazione comunale. “Siamo dispiaciuti per la situazione creatasi, siamo al fianco dei lavoratori in questa battaglia per l’erogazione delle risorse da parte del Governo Regionale, ma in questo momento non abbiamo soldi, neppure un euro in cassa e non possiamo garantire gli stipendi di questi lavoratori, e da questo mese neppure degli impiegati con contratto a tempo indeterminato”.

“E’ insostenibile pensare che circa 60 lavoratori e le relative famiglie stiano otto mesi senza stipendio – afferma il segretario provinciale di Cub Pubblico Impiego, Marcello Terzo.  – Ogni lavoratore ha preso degli impegni economici (mutui, finanziamenti, debiti) che oggi non può più sostenere, ed i dipendenti dal canto loro, con estremo senso del dovere e di responsabilità, continuano, sino ad oggi, a garantire i servizi ai cittadini”.

Al termine dell’Assemblea sindacale, il Cub  Pi ha concordato con i lavoratori “l’indizione dello stato di agitazione di tutto il personale del Comune di Piana degli Albanesi, e contestualmente avvierà le relative procedure di raffreddamento e conciliazione, previste dalle normative vigenti, dinanzi al Prefetto di Palermo, atto propedeutico allo sciopero e al blocco dei servizi pubblici resi dal Comune ai cittadini.