La Giunta regionale di Governo, presieduta dal vicepresidente Giosué Marino, ha approvato all’unanimità il disegno di legge riguardante la proroga di un mese dell’esercizio provvisorio.

“L’esigenza di prorogare per un ulteriore mese la gestione provvisoria del bilancio della Regione per l’esercizio in corso -è scritto nella relazione tecnica di accompagnamento al disegno di legge di proroga – è direttamente connessa alla necessità di addivenire, entro questo ulteriore lasso di tempo, al raggiungimento di un’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, volta a definire i rapporti finanziari con lo Stato, ivi compresa la misura della compartecipazione regionale al finanziamento della spesa sanitaria”.  [slot-interna]

“Ad oggi – prosegue la relazione – la compartecipazione della Regione va determinata nella misura del 42,5 per cento e non nella maggior percentuale sancita da una normativa che non riguarda espressamente l’esercizio finanziario 2011. Tale questione è stata prospettata al Governo nazionale in occasione dei molteplici incontri ed è stata oggetto di approfondimento da parte dei competenti uffici anche in ordine alle soluzioni attraverso le quali far fronte al fabbisogno finanziario nel contesto di rigoroso risanamento che ispira il bilancio e la manovra finanziaria 2011. A tal proposito si ricorda che l’art. 1, comma 143 della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 fissa al 42,5%, a decorrere dall’anno 1997, la misura del concorso regionale alla spesa sanitaria.  Successivamente, l’art.1, comma 830, della Legge 27 dicembre 2006, n.296 dispone che la percentuale di compartecipazione, “al fine di addivenire al completo trasferimento della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione ” è elevata al “44,85% per l’anno 2007, al 47,05% per l’anno 2008 e al 49,11% per l’anno 2009”.

Da una interpretazione letterale emerge come la disposizione del 1996 costituisca norma a regime destinata ad operare per un periodo di tempo indefinito, mentre la norma del 2006 costituisce eccezione, temporaneamente delimitata e quindi destinata a trovare applicazione solo per il tempo specificatamente individuato. Ed è a questi principi che è ispirata la determinazione del disegno di legge di bilancio.

“Il bilancio 2011 – è scritto ancora nella relazione – è un bilancio di transizione, non solo perché avvia un deciso riequilibrio dei conti regionali, ma anche poiché si colloca nel contesto del federalismo fiscale di cui è imminente l’entrata in vigore dei provvedimenti attuativi. È in tale contesto che va ricondotta l’interlocuzione con i Ministeri dell’economia e delle finanze e della semplificazione normativa.

Sin dal 24 gennaio 2011 (data del primo incontro con il Ministero dell’Economia) sono stati avviati colloqui istituzionali con i predetti ministeri e le relative strutture tecniche. Durante il mese di febbraio sono stati effettuati altri quattro incontri istituzionali, l’ultimo dei quali presso il Dipartimento per la semplificazione amministrativa, alla presenza del Ministro. A seguito di quest’ultimo incontro, sin dai primi di marzo la Regione ha formalizzato la propria ipotesi operativa di completa attuazione statutaria e per il coordinamento della finanza regionale con il processo federalista previsto dalla Legge n. 42/2009. Documento che peraltro ha attualizzato quanto già prospettato alla Commissione paritetica nel dicembre del 2010.

Con l’ultimo documento è stata prospettata una soluzione che consente di superare, analogamente a quanto avvenuto per altre regioni, la problematica del finanziamento della quota regionale del fondo sanitario per il 2011, anche attraverso l’utilizzazione delle risorse FAS in forza dell’art.2, comma 90, della L.191/2009, mentre per il prosieguo si procedera’ alla copertura degli oneri con il ricorso alle risorse derivanti dal trasferimento di tributi nell’ambito del federalismo fiscale compiuto per la Regione in piena attuazione delle prerogative statutarie”.

“Nell’ambito della trattativa in corso – viene specificato nella relazione di accompagnamento – è stato, infatti, prospettato, per gli anni 2012 e 2013, il riconoscimento alla Regione, ai sensi del comma 832 dell’art. 1 della richiamata L.296/2006, della retrocessione di parte del gettito relativo alle accise sui prodotti petroliferi immessi in consumo sul territorio regionale o ad altri cespiti tributari statali, in misura almeno pari a garantire il mantenimento dell’equilibrio finanziario“.