Dove non poterono i governi uno, due e tre, forze riuscirà il quarto governo Crocetta. Non a portare a termine una riforma, strada che sembra del tutto dimenticate se non nei proclami, ma nell’andare al voto anticipato.

Si riaffaccia, anche se non è chiaro come sarà possibile, proprio l’ipotesi voto anticipato alla Regione siciliana dopo la nuova offensiva dei renziani all’assalto del governatore Crocetta, stavolta forti di un appoggio mai avuto prima d’ora, anche da Udc e Area popolare in genere  e del nuovo alleato Sicilia Futura, formazione che conta 9 deputati.

La strategia passa, però, prima di tutto dal bilancio. occorre approvarne uno di previsione per il 2016 (un bilancio qualsiasi, non necessariamente in grado di arrivare alla fine dell’anno) entro il 31 dicembre scongiurando l’esercizio provvisorio che farebbe slittare all’estate qualsiasi azione politica.

Sì perché non si può lasciare la Regione senza bilancio in campagna elettorale, Si rischierebbe la grave violazione dello Statuto oltre a non avere argomenti da portare agli elettori.

Ed è per questo che l’assessore all’economia Alessandro Baccei fa la voce grossa col governatore pretendendo, per iscritto, che la bozza di bilancio vada in discussione in giunta senza ulteriori ritardi. Una strategia concordata visto che analogo attacco arriva anche dal presidente dell’Ars che, come consuetudine di ogni anno ormai, tira le orecchie un aula al governatore proprio sul ritardo del documento economico finanziario.

Crocetta fa finta di non accorgersi di nulla e lascia che il bilancio langua. Vuole prima che arrivino i soldi da Roma e poi lo porterà in discussione. D’altronde ritardarlo significa costringere l’aula ad andare all’esercizio provvisorio e ‘tirare a campare’ almeno altri 6 mesi spostando il problema a fine aprile e qualsiasi azione politica da maggio in poi.

Il rinvio continuo di tutto da parte del governatore potrebbe, dunque, permettergli di arrivare all’estate e da lì, provare l’ultimo affondo per portare la legislatura fino alla fine o quasi con analoghi tentennamenti e ritardi anche nel 2016.

I renziani e i loro alleati, però, non ci stanno e accelerano anche se la strategia di gennaio, dopo aver approvato un eventuale bilancio, non è nitida. per andare alle elezioni serve un commissariamento (fortemente improbabile se non impossibile) oppure le dimissioni del Presidente (altrettanto improbabili) o la sfiducia.

Per l’ipotesi sfiducia servono 46 voti. I conti sono presto fatti. I renziani sono 13 e gli altri 11 del Pd non si dimetteranno mai; nell’Udc sono 6 (difficile convincerli tutti) ma diventano 13 se li si considera come Area popolare, dunque insieme ad Ncd che conta 7 deputati. I nuovi alleati di Sicilia Futura sono 9. Il totale fa 35 e se anche votassero tutti compatti per andare a casa e mandarci anche Crocetta sarebbero insufficienti.

A meno che non siano i 14 grillini ad aggiungere la loro spallata finale facendo salire il conto a 49. in questo caso i numeri ci sarebbero ma a ‘vendersi’ elettoralmente l’aver mandato a casa il governo non sarebbero solo renziani ed alleati ma anche i principali avversari ovvero quelli del Movimento 5 stelle. Meglio, allora, sarebbe cercare di ‘tirar dentro’ le opposizioni. Mpa e Forza Italiasono 12 insieme e potrebbero bastare.

Ecco spiegata la strategia di Crocetta che nelle ultime settimane cerca di coinvolgere le frange più ampie possibile di opposizione per sottrarre voti ad un eventuale progetto di sfiducia del genere.

La strada per una operazione politica di questa natura appare in salita ma non si spiega diversamente lo scontro continuo anche se il governatore offre il fianco, politicamente parlando, ad ogni occasione, come nella scelta di Luisa Lantieri per la Funzione Pubblica. Una nomina che Crocetta ben sapeva avrebbe sollevato di nuovo un vespaio.

Intanto oggi davanti quell’assessorato scenderanno in piazza i lavoratori della funzione pubblica per manifestare contro una lunga e inaccettabile vacanza gestionale e decisionale “Saremo lì – dicono il segretario generale Cgil Michele Palazzotto e Enzo Abbinanti della segreteria regionale – dalle 10 alle 12 con delegazioni provenienti da tutta l’Isola per sensibilizzare gli organi istituzionali e l’opinione pubblica sui tanti temi caldi rimasti senza risposte per l’inerzia del governo: dai precari alle riforme lasciate a metà come quella delle ex Province”.

Nell’elenco delle vertenze aperte anche le risorse da destinare ai Comuni, la riorganizzazione della Regione e il riordino di Iacp e Ipab. Il sit in si svolgerà in concomitanza all’Attivo regionale del sindacato che, dopo le 12, proseguirà presso la sede della Cgil Sicilia alla presenza del segretario nazionale Federico Bozzanca.

“Ci auguriamo – sostiene, invece, la Cisl Funzione Pubblica – che il nuovo assessore Luisa Lantieri entri immediatamente nel nuovo ruolo. Le emergenze in quel settore sono davvero tante”.

“Per la scelta del nuovo assessore – dicono il segretario regionale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paolo Montera – si è perso fin troppo tempo. Anche per questo motivo confermiamo il nostro sit-in di protesta previsto per domani di fronte ai locali dell’assessorato Funzione pubblica. Continueremo a fare da pungolo nei confronti di un governo che deve immediatamente affrontare questioni importantissime come quelle riguardanti i precari dei Comuni, il futuro delle Province e il destino dei dipendenti regionali”.