Ci siamo ripresi la piazza. Decine di migliaia di lavoratori sono tornati a scioperare per dire “Basta bugie” al Governo Renzi. Il Jobs act va cambiato e per farlo il premier deve ascoltare i sindacati”. Lo dice il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, che aggiunge: “Senza correttivi anche norme apparentemente positive, come per esempio l’abolizione dei contratti di programma, porterebbero nell’Isola al licenziamento di circa ventimila lavoratori outbound dei call center. Per questo anziché lanciare spot è meglio che il premier Renzi cominci a confrontarsi con il sindacato. Lo sciopero non è contro il Governo ma per risolvere, con proposte concrete, i problemi veri della gente”.

Durante il corteo il segretario Barone ha anche incontrato i lavoratori dell’Orchestra sinfonica, che occupano ancora il Teatro Politeama per chiedere la ripresa delle attività e lo sblocco degli stipendi.

Ecco i dati della Uil Sicilia sullo sciopero generale in Sicilia: A Palermo hanno partecipato circa 15mila lavoratori; Catania 5mila persone; Agrigento 3mila; Caltanissetta mille; Enna 3mila; Messina 5mila; Ragusa 2mila; Siracusa 5mila; Trapani 5mila.
Alta adesione, pari al 75%, nei Poli industriali e nell’Edilizia. Importanti presenze anche dei lavoratori della Sanità, degli Enti locali, delle Banche e della Formazione professionale e dei Call center.

Il 70% di adesione allo sciopero nel settore privato, il 30% in quello pubblico, il 20% circa nei servizi: sono le stime della Cgil Sicilia sulla partecipazione nell’isola allo sciopero generale. Il sindacato sta esaminando in queste ore i dati di un campione di posti di lavoro. Queste alcune delle aziende comprese nel campione, con i relativi dati: al Cantiere navale di Palermo ha incrociato le braccia l’80% dei lavoratori e il 60% dell’indotto. Nell’azienda edile Atigroup il 100%. Al cantiere della metropolitana di Catania lo sciopero ha coinvolto l’80% dei lavoratori, alle miniere Italkali (Petralia) il 60%. Alle imposte dirette di Catania il 20%. Alla Latte Sole di Catania l’adesione è stata del 50%, alla Galbani del 100%, nell’industria alimentare Castiglione del 79,1%. Nell’associazione regionale allevatori l’adesione allo sciopero è stato del 55,7%. “Il segnale dal mondo del lavoro siciliano- dice il segretario regionale d’organizzazione Saverio Piccione- mi pare inequivocabile: il governo ne prenda atto e modifichi le sue politiche”.