Quest’anno il Prodotto Interno Lordo in Sicilia dovrebbe crescere dello 0,4%. Una differenza non di poco conto rispetto al 2010, che si è concluso con un sostanziale ristagno.

Andando nel dettaglio, le esportazioni sono cresciute nel 2010 del 39,9%, mentre il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è cresciuto del 14,7% e, nello stesso periodo, gli occupati totali sono calati del 2,07%.

Un 2010, dunque, per niente esaltante, mentre per quest’anno si registrano segnali positivi di ripresa, ma insufficienti a rimettere in moto il ciclo economico.

Ciò è emerso nel 35esimo Report Sicilia della Fondazione Curella, realizzato dalla Diste Consulting. Presenti all’incontro, tra gli altri, il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta, il presidente del Diste Consulting, Alessandro La Monica, l’assessore all’Economia della Regione siciliana Gaetano Armao.

“Credo che il punto più basso della crisi l’abbiamo superato – ha detto Busetta – quindi siamo in una fase di leggera crescita, ma per recuperare tutto quello che si è perso ci vorrà tempo.

L’anno prossimo ci sarà un leggerissimo incremento del reddito e del Pil ma, sicuramente le risorse saranno minori e, per questo motivo, si deve andare avanti con in conti in ordine, da parte della Regione, e prestare maggiore attenzione agli investimenti. Sui fondi strutturali – ha aggiunto – bisogna continuare la battaglia perché arrivino”.

Per il 2011 il Report risente di un cauto ottimismo dopo la sostanziale fase di stagnazione del 2010, mentre nel 2009 si è avuta una perdita del 2,7%. Anche il settore del lavoro preoccupa, con un calo di lavoratori maggiore che si registra nel settore dell’industria, -5,99%, e nelle costruzioni – 8,5%.

I settori che rivelano un aumento degli occupati sono agricoltura, +4,94%, e del commercio, +1,72%.

Non possiamo dire che la crisi è alle spalle, ma sicuramente alcuni segnali positivi fanno pensare all’interruzione del ciclo di recessione che si era innescato nel triennio 2008-2010 – ha detto La Monica – i settori che hanno fatto registrare il trend peggiore sono il mercato del lavoro e il settore delle costruzioni, mentre buone performance hanno fatto registrare l’export, l’industria e agricoltura”.

Nel settore delle esportazioni nel 2010 si è registrato una crescita del 39,9%, al netto dei prodotti petroliferi, ma anche delle importazioni, con una aumento del 38,9%, al netto di greggio e gas.

Tra i segnali che maggiormente impensieriscono nel settore della piccola e media industria, il numero dei fallimenti nel 2010, con una crescita del 22% rispetto al 2009, che già aveva fatto registrare un 12% in più. (fonte: Agi).