A un anno di distanza dall’accordo coi sindacati, l’amministrazione comunale non ha ancora rispettato gli impegni presi sulla Reset: i lavoratori non sono ancora passati a 40 ore come stabilito nel dicembre 2014 e tutti hanno la stessa retribuzione a prescindere dal livello e dalle mansioni svolte.

Lo comunicano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che ieri sera hanno incontrato il primo cittadino alla presenza delle Rsa: Charlie Biondolillo per la Filcams, Maurizio Giannotta per la Fisascat mentre per la Uiltucs Mario Di Fiore, Cesare Unniemi e Nicola Presti.

“I lavoratori della Reset – dice Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – devono essere trattati come i dipendenti delle altre partecipate. Tra l’altro ai dipendenti Reset viene applicato un contratto collettivo nazionale di lavoro che prevede trattamenti economici e normativi inferiori rispetto agli altri, anche pari alla metà delle buste paga dei colleghi delle altre partecipate, nonostante più ore lavorate”.

L’amministrazione comunale aveva annunciato un piano di risparmi, di integrazione dei servizi della Reset e di prepensionamenti nelle altre partecipate che ad oggi non è stato portato a termine. Così il sindaco Leoluca Orlando ha comunicato che potrà dare risposta ai lavoratori solo dopo giorno 1 dicembre quando incontrerà i vertici delle altre partecipate per capire qual è la situazione economica e i margini per intervenire anche in favore della Reset.

Ma i 1.650 dipendenti di questa partecipata – dicono Monja Caiolo della Filcams, Mimma Calabrò della Fisascat e Marianna Flauto della Uiltucs –non possono dipendere dai sacrifici degli altri. La Reset tra l’altro è l’unica società continuamente al centro di interventi di razionalizzazione e i dipendenti devono avere un contratto e livelli adeguati”.

Fino ad oggi per la Reset sono stati messi a disposizione 29 milioni. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ricordano che l’accordo con l’amministrazione prevedeva che queste somme diventassero strutturali e a queste si sarebbero aggiunti gli eventuali risparmi dell’Iva.

Ieri invece il sindaco ha annunciato che per il 2016 ci saranno a disposizione 24 milioni più i 5 milioni derivati dal risparmio dell’Iva: in tutto quindi confermano i 29 milioni mentre ne servirebbero invece una decina in più per il passaggio di tutti i 1.650 lavoratori a 40 ore. Il risparmio dell’Iva, in sostanza, secondo l’accordo iniziale doveva essere a integrazione dei 29 milioni stanziati e non incluso come comunicato ieri sera.

I sindacati hanno poi respinto le richiesta della società di adeguare in questa fase solo i livelli più alti, quelli amministrativi. “Il piano di adeguamento – aggiungono Caiolo, Calabrò e Flauto – deve riguardare tutti e non solo una parte. I lavoratori Reset hanno diritto al passaggio a 40 ore a prescindere dalle altre partecipate, nel rispetto del contratto. Il sindaco trovi le nuove risorse ma non può essere sempre la Reset a farsi carico di sacrifici”. La società, che a breve si trasferirà in un bene confiscato alla mafia in viale Strasburgo, torna così nella bufera: se dopo il primo dicembre non ci saranno notizie sull’applicazione del contratto per i dipendenti, partiranno le azioni di protesta.