Se entro i prossimi mesi l’Italia non si adeguerà alla prima sentenza della Corte sarà deferita nuovamente ai giudici europei. Con il concreto rischio, questa volta, di dover pagare anche sanzioni pecuniarie“.

Nella prima sentenza, del 24 novembre 2011, Strasburgo condannava l’Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo, venendo dunque meno agli obblighi “ad essa incombenti in forza del principio di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell’Unione Europea da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado”.

A due anni di distanza dalla decisione di quella Corte, la Commissione Ue ha deciso di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia a causa del mancato rispetto di quella condanna che decretava l’eccessiva protezione garantita dalla legge italiana alla sua magistratura. E il Consiglio superiore della magistratura apre a una legge sulla responsabilità dei giudici.

A darne notizia è il Giornale. Secondo il quotidiano del direttore Sallusti, “i magistrati che sbagliano non devono avere una responsabilità civile, ma la rivalsa obbligatoria sui singoli da parte dello Stato che risponde in prima battuta per il risarcimento dei danni causati da errori giudiziari“.

“Sarà presentata – prosegue il quotidiano – al Comitato di presidenza del Csm l’ipotesi di riforma studiata dal laico Pdl Nicolò Zanon, che dovrebbe essere firmata anche dal togato del Movimento di giustizia Aniello Nappi. Un costituzionalista del centrodestra e un magistrato del centrosinistra, che hanno avuto un informale via libera dal plenum di 10 giorni fa, in cui si è discusso delle conseguenze della procedura d’infrazione Ue. E in quella riunione in molti, compresi il vicepresidente Michele Vietti e il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani, si sono detti favorevoli ad un’iniziativa del Csm”.