E’ un ex Pip espulso dal bacino precari dal governatore alcuni giorni fa uno dei due presunti killer fermati dalla polizia a Palermo martedì, a bordo di una Fiat Uno e in possesso di due pistole 7,65 e calibro 38, passamontagna e guanti. Si tratta di Fabio Pispicia, la Regione da diversi anni gli pagava un sussidio di 832 euro al mese come precario inserito nel bacino degli ex Pip.

Gli investigatori stanno cercando di appurare se il commando stesse per commettere un delitto nell’ambito di una presunta guerra di mafia per il controllo del territorio o per tentare una rapina. Pispicia è stato espulso dal bacino dei precari, assieme ad altre 24 persone, pochi giorni fa a seguito dei controlli in corso da parte della Regione sui quasi tremila beneficiari del sussidio, disposti dal governatore Rosario Crocetta, che ha disposto verifiche a tappeto. “Questa vicenda fa capire su cosa abbiamo messo le mani e sul lavoro che stiamo compiendo – afferma Crocetta. – Tutto questo è stato tollerato per anni, a causa dell’assenza di controlli. Una situazione inaudita e spaventosa”.

Gli ex Pip fanno parte del progetto “Emergenza Palermo” riservato a ex detenuti e soggetti svantaggiati. Creato in seno al Comune di Palermo questo bacino qualche anno fa fu assunto dalla Social Trinacria Onlus in convenzione con la Regione all’epoca del governo di Raffaele Lombardo per svolgere lavori di pulizia e facchinaggio nelle scuole e negli ospedali, ma Crocetta l’anno scorso decise di recidere il rapporto per una serie di anomalie e i precari tornarono in “Emergenza Palermo”, passando nuovamente al sussidio.

Fabio Pispicia. 38 anni, è fratello di Salvatore, boss di Porta Nuova condannato nel processo Gotha e cognato di Tommaso Lo Presti, uno degli scarcerati eccellenti del mandamento mafioso: alle spalle ha qualche piccolo precedente per spaccio di stupefacenti e ricettazione. I 25 ex Pip sono stati espulsi dalla Regione per vicende di natura penale, altri 86 invece sono stati dichiarati decaduti perché hanno un reddito Isee superiore ai 20 mila euro previsti dalla legge.

Intanto il gip di Palermo Riccardo Ricciardi ha convalidato gli arresti Pispicia e di Sergio Giacalone, 44, che era con lui. Sono accusati di detenzione di armi. Pispicia si è difeso davanti al gip negando perfino di essere stato a bordo della macchina, segnalata alla polizia da una telefonata anonima, e sostenendo di essersi fermato non appena gli agenti gli hanno intimato l’alt. Il legale di Pispicia ha chiesto che venga fatta una comparazione tra il dna eventualmente trovato sulle armi e sul passamontagna e quello del fermato.