Un altro alimento enogastronomico siciliano è stato marchiato Dop. Dopo la pagnotta del Dittaino, oggi e stato riconosciuto il 221esimo prodotto Dop in Italia: si tratta del Piacentino ennese.
Dal sapore delicato e dal vivace colore giallo, il Piacentino ennese è un formaggio di pecora con aggiunta di zafferano e pepe nero prodotto artigianalmente già dal IV secolo Ac.

“La notizia del riconoscimento della Denominazione di origine protetta al formaggio Piacentino ennese – dice Biagio Pecorino, Presidente del Comitato promotore della Pagnotta del Dittaino DOP –  ci riempie di gioia e conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la Sicilia e le aree interne hanno dei veri e propri giacimenti enogastronomici. È ora che il territorio prenda coscienza del patrimonio ed avvii politiche di valorizzazione dei prodotti alimentari, puntando su strategie di marketing territoriale. Queste strategie, però, non possono essere adottate dai singoli per avere successo, ma devono essere attivate congiuntamente dagli agricoltori, commercianti, trasformatori, distributori. Confidiamo – prosegue – nell’impegno della pubblica amministrazione verso tali percorsi di sviluppo, garantendo la regimazione delle acque (oggi i dissesti minacciano intere aree), la viabilità (strade nazionali chiuse da anni per non parlare di quelle provinciali e comunali), i servizi essenziali e l’adozione di politiche di marketing territoriale appropriate.”

Felice anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan.  “La Sicilia  – afferma – deve esserne orgogliosa dei prodotti che possiede, e anche l’Italia, visto che un quarto dei prodotti Dop in Europa sono italiani. Qualche giornalista ha provato a farmi parlare male della Sicilia ma non ci è riuscito perchè io amo questa regione, dove per molto tempo ho avuto anche una casa”.

Il Ministro poi, ha portato il suo sostegno agli agricoltori e ai produttori del pomodoro di Pachino Igp “Uno dei problemi più gravi che colpisce il pomodoro di Pachino è quello della lunghezza della filiera, una questione che penalizza i produttori che non riescono a guadagnare abbastanza rispetto a quanto spendono. Voglio difendere tutti i prodotti Igp e tipici d’Italia allo stesso modo, egualmente intendo tutelare il pomodoro di Pachino come l’asparago di Badoere, perchè i produttori del pomodoro di Pachino sono così deboli nelle trattative con i distributori, tanto da non riuscire a spuntare un prezzo più alto nella vendita del loro prodotto? A Pachino sono 900 i produttori, perchè solo 140 fanno parte del Consorzio Igp? Per lo Stato è facile promuovere un prodotto tipico quando i produttori sono uniti come nel caso del Parmigiano reggiano, ma diventa più difficile con il pomodoro di Pachino, visto che il consorzio non rappresenta tutti coloro che lo producono”.