“Nulla di nuovo e che non si potesse attendere! La ricetta a cui si pensa, sempre la stessa: l’inutile e dannosa dichiarazione dell’emergenza”. A dirlo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia, che continua: “Il presidente Crocetta provi a fare qualcosa di nuovo rispetto a quanto fatto da Cuffaro, Lombardo e dal suo stesso governo nel 2013. Se oggi ci troviamo in mezzo a un disastro, vuol dire che anche l’emergenza fortemente voluta dall’ex assessore Marino poco più di un anno addietro non è servita a molto. Il vero problema è l’assenza di una strategia complessiva, è l’incapacità di copiare modestamente le migliori esperienze. In questi anni si è preferito illudersi di avere sottomano soluzioni rivoluzionarie. Soluzioni normalmente suggerite dall’amico imprenditore di turno e che, praticamente sempre, si rivelano ben presto impraticabili o fortemente penalizzanti per i cittadini”.

“In assenza del nuovo assessore – continua Fontana – ci appelliamo a Crocetta perché rompa questa tradizione e faccia due cose molto semplici: si portino fuori dalla Sicilia per un tempo limitato i rifiuti che non si riesce ad abbancare e si usi questo tempo per avviare seriamente la raccolta differenziata. Per far partire la raccolta differenziata sono necessarie altre due scelte: si completino, collaudino o semplicemente si affidino in gestione i tanti impianti finanziati dalla metà degli anni duemila che ci sono costati oltre 400 milioni e in gran parte non sono mai entrati in funzione; si modifichi la L.R.9/2010 rendendo obbligatoria la tariffazione puntuale, lo strumento più utilizzato nelle realtà virtuose per punire pesantemente chi non fa la raccolta differenziata. Si tratta di scelte semplici che possono essere fatte in via ordinaria. Non ci vuole l’emergenza ma il coraggio d’affrontare – conclude Fontana – una volta per tutte con serietà i problemi di questo settore. L’hanno fatto negli ultimi anni la Sardegna e finanche la Campania che oggi ha una media di raccolta differenziata che supera il 43%”.

“Insomma – conclude – ci vuole la reale volontà politica di gestire i rifiuti in modo efficiente, salvaguardando l’ambiente e l’economia delle famiglie siciliane”.