La giunta comunale di Messina non ha approvato il bilancio di Messinambiente, l’azienda partecipata che si occupa della gestione dei rifiuti: troppi gli “elementi di criticità che coinvolgono la gestione complessiva di Messinambiente”. A spiegare la situazione sono stati il sindaco Renato Accorinti, il suo vice Guido Signorino e l’assessore comunale all’Ambiente, Daniele Ialacqua.

“Non abbiamo approvato il bilancio perchè quello che c’è dentro è preoccupante: dobbiamo verificare le spese”, ha detto Accorinti. La tassa sui rifiuti a Messina ha raggiunto cifre elevatissime, scatenando quasi una rivolta tra i cittadini: ma il sindaco ha subito messo le carte in tavola, spiegando che “c’è stata una cattiva gestione che si è protratta per anni“.

L’assessore Ialacqua è stato rassicurante: “Stiamo facendo tutto questo per salvare il settore dei rifiuti e migliorare il servizio“. Il vicesindaco Signorino ha illustrato alcune delle criticità riscontrate nel bilancio della partecipata: “Possiamo ottenere una messa in pensione di circa 10 unità del personale, con un risparmio di oltre 700 mila euro l’anno. Inoltre si potrebbe avere il passaggio di 20 o 30 unità da Messinambiente e Ato verso l’Amam, che invece ha una carenza di personale”.

La giunta comunale punta il dito contro la mancanza di un piano industriale per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, una gestione degli acquisti non conforme alla procedure e un eccessivo costo del personale dipendente. La palla adesso passa alla Procura e alla Corte dei conti. Accorinti è stato chiaro: “Gli atti andranno lì perchè chi ha responsabilità deve pagare”.