“La solita norma a metà, per fortuna il M5S è riuscito a fare passare le incompatibilità per evitare nuovi casi Saguto”.  Commenta così il deputato a Montecitorio Riccardo Nuti la norma sui beni sequestrati e confiscati alla mafia, varata martedì alla Camera.

“Il M5S – racconta Nuti – è riuscito dopo una lunga battaglia ad inserire le incompatibilità per evitare nuovi casi Saguto, e cioè l’impossibilità per l’amministratore di nominare come coadiutori, parenti, conviventi e affini del giudice, ma la maggioranza e il governo hanno bocciato la nostra proposta di inserire le sanzioni in caso di violazioni delle incompatibilità, come, la revoca dall’incarico, la non liquidazione del compenso e la sospensione dall’albo degli amministratori giudiziari per almeno un anno. La solita norma a metà, in buona sostanza”.

“Avevamo proposto anche l’introduzione dello strumento della vendita anticipata delle aziende, con dei forti criteri di selezione per l’acquirente, già dalla confisca di primo grado, per evitare che le imprese falliscano, come avviene nel 90 per cento dei casi e per salvare così molti posti di lavoro. A questa proposta il Pd ha detto No”.

“Una grande vittoria del M5S – conclude Nuti – è l’aver reso possibile l’utilizzo di case sequestrate alla mafia (fino ad ora rimaste vuote, in uno stato di degrado o occupate abusivamente) a chi la combatte, come i poliziotti”.