Un confronto fra le organizzazioni di categoria e gli esponenti di Forza Italia che oggi a Catania hanno organizzato una tavola rotonda per affrontare il tema dei Consorzi di bonifica. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti di Coldiretti, CIA e Confagricoltura che si sono confrontati con i direttori dei consorzi di bonifica di Enna, Gaetano Punzi e di Catania, Giuseppe Barbagallo.

“Abbiamo voluto promuovere un momento di riflessione con le associazioni di categoria e i direttori degli stessi enti per giungere a una norma di riordino condivisa che rilanci l’azione dei consorzi siciliani, secondo una visione manageriale e virtuosa, per diventare seriamente funzionale al comparto agricolo”, ha sostenuto il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone.

Giosuè Catania, vice presidente della CIA, ha puntato l’indice sull’esigenza di una riforma che “superi le disfunzioni dei consorzi e metta, invece, al centro le esigenze degli agricoltori che mai come oggi stanno dovendo fronteggiare un’emergenza economica senza precedenti”.

Sulla stessa linea il presidente provinciale di Cordiretti, Giovanni Pappalardo, che ha posto l’accento sul perenne stato di commissariamento a cui sono costretti i consorzi. Ha, inoltre, evidenziato come in Sicilia il comparto agricolo, nel primo semestre 2015 abbia in controtendenza agli altri settori, aumentato la forza lavoro di oltre 9000 unita’ rispetto allo stesso periodo del 2014.

Anche Giovanni Selvaggi, presidente di Confagricoltura ha rimarcato la necessita’ di un nuovo percorso legislativo che razionalizzi la realtà consortile per finalizzarla al sostegno del settore agricolo, purtroppo penalizzato anche dalle politiche nazionali.

“Forza Italia – ha affermato il deputato regionale Papale – proporrà una legge che fissi il numero dei consorzi in ragione dei bacini idrografici e restituisca agli agricoltori la loro gestione, per troppo tempo in mano alle ingerenze della politica”.

Anche l’europarlamentare Salvo Pogliese è intervenuto stigmatizzando ‘le politiche confusionarie e approssimative del governo regionale che stanno mettendo in ginocchio tutti i comparti economici, compreso quello agricolo’.

Il direttore Punzi del consorzio di Enna ha auspicato una riforma organica che assegni nuove competenze, ma preveda anche per i direttori contratti con la clausola di licenziamento nel caso mancato raggiungimento degli obiettivi.

Le conclusioni sono state affidate al padrone di casa, il direttore Barbagallo del consorzio di Catania, che ha rivendicato la regolarità dei bilanci del proprio ente, ma di fronte ai recenti tagli regionali ha paventato l’aumento dei tributi consortili.

“I primi a volere una legge di riforma – ha concluso Barbagallo – siamo noi dirigenti che chiediamo regole certe per un comporto, quello agricolo, che va necessariamente difeso e sostenuto”.

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