“Torniamo a legiferare sulla riforma delle province per apportare i correttivi necessari alle gravi storture del testo, oggi contestate dal Consiglio dei Ministri, ma già ieri denunciate ad alta voce da Ncd, in fase della sua approvazione, attraverso un emendamento che mirava proprio a evitare le due criticità rilevate da Palazzo Chigi”.

Lo afferma il coordinatore regionale di Ncd, Francesco Cascio, commentando le censure sollevate dal Consiglio dei Ministri sulla legge di riforma dei liberi consorzi e delle province.

“Avevamo chiesto – continua Cascio – che si attribuisse al sindaco dei tre comuni capoluogo (Palermo, Catania e Messina) automaticamente la qualifica di sindaco metropolitano ed evidenziato come fosse paradossale estenderla indiscriminatamente anche al sindaco di un piccolo ente locale”.

“Volevamo introdurre – sottolinea Cascio – il voto ponderato proprio perché è aberrante quanto non congruo, ai fini del rispetto del criterio di rappresentatività, equiparare il voto di un consigliere comunale di un piccolo comune a quello del collega amministratore del capoluogo, ai fini dell’elezione del presidente del consorzio o del sindaco metropolitano”.

“In altre parole avevamo – conclude Cascio – anticipato le stesse contestazioni oggi mosse dal Consiglio dei Ministri che, pertanto, non solo non giungono inaspettate, ma sono assolutamente opportune, perché riteniamo impongano alle forze politiche di sedersi ad un tavolo e di ragionare su una norma che ripari agli errori, o andremo a sbattere, pregiudicando irreversibilmente la tornata elettorale già calendarizzata per il 29 novembre”.