I tempi tecnici non ci sono e il Consiglio dei Ministri impugnerà certamente la riforma delle ex province siciliane trasformate in città metropolitane e Liberi Consorzi. Lo conferma il leader dell’Udc ed ex Ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia che non fa altro che mettere una parola ufficiale su un dato praticamente scontato.

La proposta di modifica alla legge di riforma varata ieri con nuova proposta di legge dalla giunta regionale di governo non arriverà mai in tempo. Il documenti sono già stati trasmessi al Ministero e una copia è in viaggio per l’Ars che domani dovrebbe avviare la discussione almeno nelle commissioni di merito.

Sempre domani, intanto, il Presidente della Regione volerà a Roma per il tavolo tecnico necessario ad affrontare l’argomento. un tavolo dall’esisto scontato.

La nuova proposta di modifica introduce il voto ponderato dando,quindi, maggiore peso ai sindaci della hrandi città rispetto a quelli dei piccoli centri in sede di elezione dei sindaci delle città metropolitane, ma recepisce anche altre parti consistenti della riforma Delrio.

Ma se è scontato che in attesa della modifica di legge arriverà l’impugnativa, non è affatto scontato che le proposte avanzate vengano considerate sufficienti da Roma che considera la Delrio comunque una grande riforma e come tale automaticamente applicabile anche nelle Regioni a Statuto speciale.

Intanto a Palermo nasce l’intergruppo regionale di alleanza popolare all’Ars al quale aderiscono i due gruppi di Udc e Ncd che restano, però, indipendenti formalmente. Uno stratagemma per stare insieme senza rinunciare a contributi, guida politica e strutture organizzative.

“Stiamo cercando di costruire un consenso che vada oltre la maggioranza che ha vinto le elezioni, del tutto insufficiente e impantanata in un sistema di veti e contraddizioni che ci ha portato ad una situazione di stallo – afferma candidamente D’Alia -. In particolare nei gruppi parlamentari minori nella maggioranza c’è stato un tentativo di arrivare a 46 deputati, ma non ha portato ad alcun risultato”.

“Siamo in una fase di dialogo e di discussione di proposte – ha spiegato – e se si realizzerà un’alleanza politica che sarà in grado di portare a compimento riforme utili e concrete per la Sicilia, penseremo ad assestarci su un’alleanza per future politiche di governo”.

Ma il grande tema resta quello delle riforme impantanate in impugnative continue e sempre meno evitabili “Occorre integrare la legge regionale nello schema della Delrio – dice D’alia mostrandosi, come consuetudine, filo centrista – tenendo conto però delle specificità che ha la
Sicilia rispetto al resto d’Italia. La discussione con il governo centrale va avanti serenamente – dice, dopo aver aggiustato il tiro  – lo stesso con la legge sugli appalti (già impugnata in precedenza ndr)”.