Anche la Sicilia ha aderito questa mattina alla giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori delle ex Province proclamata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, chiedendo al governo e al parlamento regionale di sbloccare la riforma. Rispetto al resto d’Italia dove la vertenza è accesa per i tagli al personale provocati dalla legge Delrio, l’Isola vive ancora uno stato di incertezza.

La legge regionale, ricordano rappresentanti sindacali e lavoratori, “avrebbe dovuto essere apripista del riordino delle ex province” e, invece, è ancora “impantanata dopo i rilievi del Consiglio dei Ministri”. L’attuale testo regionale prevede la salvaguardia del personale ma a preoccupare sindacati e lavoratori sono “le carenze di risorse, il buco finanziario della Regione e i tagli attuati nella legge nazionale di stabilità per i prossimi tre anni”.

Alta, questa mattina, l’adesione dei lavoratori  alle assemblee che si sono tenute in simultanea in tutto il Paese a partire dalle 11. “Mentre  la legge è ferma al primo esame svolto in Commissione Affari istituzionali e non c’è ancora una data per la trattazione in aula  – sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – i tagli in Bilancio mettono in discussione gli stipendi dei lavoratori e i servizi per i cittadini a partire dalla manutenzione di strade e scuole ”.