“Non prevedere un numero fisso di Liberi consorzi di Comuni, lasciando aperta la possibilità che se ne creino di nuovi sulla base della contiguità territoriale e del numero minimo di 150 mila abitanti, è di per sé un fatto pericoloso che rischia di invalidare gli importanti effetti attesi della riforma delle Province”.

Lo sostiene il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro secondo il quale o “anzichè semplificare si rischia il proliferare dei Consorzi, anche perché la soglia di 150 mila abitanti indicata è troppo bassa, cosa che certamente farebbe venire meno quegli obiettivi di efficienza, di economie di scala e di risparmio che la riforma delle province dovrebbe perseguire”.

Per il segretario della Cgil “rispondere alle aspirazioni dei territori significa metterli nelle condizioni di avere istituzioni efficienti, in grado di promuoverne lo sviluppo e l’occupazione. Invece abbiamo tutta la sensazione –conclude –  che il principio del mantenimento dei centri di potere stenti a lasciare il passo a pratiche più produttive”.