In Sicilia è una riforma ancora incompleta, ma la rivoluzione delle ex Province pensata e già attuata nel resto d’Italia spaventa soprattutto i dipendenti degli enti intermedi.

Oggi i lavoratori delle Province siciliane sono scesi in piazza per contestare la politica dei tagli del Governo nazionale ‘che rischia di condannare al default i nove Enti territoriali’, e contro il Governo regionale che ancora non riesce a far decollare la riforma dei nuovi liberi consorzi.

In Sicilia sono circa 7000 i dipendenti delle Province a cui si aggiungono 2500 lavoratori delle partecipate. In tutte le città dove si sono svolti i sit-in, i prefetti hanno ricevuto le delegazioni degli impiegati e delle sigle sindacali che hanno organizzato la mobilitazione.

A Caltanissetta al prefetto Maria Teresa Cucinotta è stato consegnato un documento con esposti i termini della vertenza. “Viene innanzitutto ricordato che la legge nazionale di stabilità impone alle Province un prelievo forzoso, che per quella di Caltanisetta è di 5 milioni e 301 mila euro per il 2015, il che, aggiunto all’azzeramento dei trasferimenti già in precedenza operato, sta determinando una forte penalizzazione dei servizi (viabilità, edilizia scolastica, assistenza disabili, sviluppo economico, tutela ambientale, ecc.)”.

Ma è la Provincia regionale di Catania quella che subirebbe il più elevato prelievo forzoso da parte dello Stato: 36,2 milioni di euro nel 2015; saranno quasi 50 milioni nel 2016; ben 63 milioni nel 2017. A questo va aggiunta la diminuzione dei trasferimenti statali e regionali che stanno portando l’ente verso il dissesto. Rischiano di chiudere gli istituti scolastici superiori, molte strade e di restare senza servizi i disabili sensoriali

Proprio questa analisi è contenuta in uno studio preparato dalle segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, Usb e Cnl con il coordinamento delle Rsu di tutte le ex Province siciliane ed è stato consegnato al Prefetto di Catania, Maria Guia Federico.

Anche a Palermo una delegazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Csa, insieme al coordinamento delle Rsu della ex Provincia regionale è stata ricevuta dal Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo. Al prefetto le sigle sindacali hanno consegnato il documento e il volantino sulle gravissime conseguenze che subiranno le comunità locali a seguito della soppressione degli Enti.

Il prefetto Cannizzo ha assicurato che attiverà le procedure opportune, trasmettendo alla presidenza del Consiglio dei Ministri i documenti sindacali.

A Messina, davanti Palazzo dei Leoni, è stata sottolineata “la necessità di un ripensamento delle linee politiche dei governi nazionale e regionale in merito all’urgente prelievo finanziario stabilito dalla legge di stabilità 2015 a carico delle Province”.

A Trapani una delegazione di Rsu è stata ricevuta dal viceprefetto al quale è stato consegnato un documento in cui si esprime lo stato di disagio dei lavoratori dell’Ente Provincia.

A Ragusa, invece, i rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali e delle Rsu si sono incontrati con il prefetto Annunziato Vardè al quale sono stati rappresentati le emergenze della Provincia di Ragusa che è nell’impossibilità di chiudere il bilancio di previsione per un disavanzo di competenza di 8,4 milioni e di non mantenere più i servizi essenziali come la manutenzione delle scuole, delle strade provinciali e l’assistenza igienico-sanitaria degli studenti disabili.

Durante i vari incontri stati riproposti gli aspetti della problematica e ripercorsi anche i passaggi del caso siciliano che, per ora, si è concluso con la bocciatura all’Ars del ddl che ridisegnava le competenze dei nuovi liberi consorzi.

Secondo i sindacati un’eventuale recepimento della legge nazionale Delrio anche in Sicilia “comporterebbe drastici tagli alle spese per lo stesso personale. Tant’è che si auspica adesso una riproposizione di tale norma”.