L’Ars ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità posta sul disegno di legge sul servizio idrico all’esame dello stesso parlamento siciliano posta dal gruppo parlamentare del Mpa. E il capogruppo del Pd e presidente della commissione Affari istituzionali, Antonello Cracolici, esprime l’intenzione dei democratici di approvare la riforma sulla ripubblicizzazione dell’acqua entro il 12 agosto entro 12 agosto

“Il Pd lavora per approvare il ddl – dichiara Cracolici , intervenendo in aula durante il dibattito a Sala d’Ercole – questa riforma è un punto centrale del nostro programma di governo, vogliamo portare avanti la volontà del popolo del referendum ed i principi ispirati alla gestione pubblica dell’acqua”.

“Lavoriamo all’Ars – aggiunge Cracolici – per rispettare la tabella di marcia e superare i dubbi di costituzionalità posti dagli uffici, con l’obiettivo di approvare una riforma attesa e utile per la Sicilia e i siciliani”.

Sulla stessa linea del suo capogruppo il suo parlamentare regionale democratico Anthony Barbagallo. “Ci prepariamo ad esaminare ed approvare una delle leggi più significative degli ultimi anni: la riforma siciliana sarà un punto di riferimento anche per le altre regioni”.

“Ci sono alcuni punti profondamente innovativi – continua Barbagallo – ad iniziare dalla previsione della ‘tariffa unica regionale’, che farà in modo che in Sicilia ci sia uno standard di servizi e costi per i cittadini che pagheranno la stessa tariffa, da Palermo a Portopalo”.

Quanto alle prese di posizione del governo nazionale e alle notizie su un possibile intervento nei confronti della Sicilia in caso di mancata approvazione della riforma, Barbagallo dice: “comprendiamo l’attenzione del governo nazionale su questo tema, ma non accettiamo lezioni da nessuno. In commissione Territorio e Ambiente ha lavorato una classe dirigente giovane che oggi non può pagare le ‘colpe dei padri’. Abbiamo ha fatto un lavoro straordinario, mi aspetto che tutte le forze politiche abbiano un atteggiamento propositivo e comprenda lì’importanza di questa riforma”.

Il Movimento 5 Stelle spinge per l’approvazione del testo del ddl così com’è.  “Un banco di prova sulla agibilità a Sala d’Ercole della legge che da domani sarà votata, – afferma Angela Foti, deputata Cinquestelle componente della commissione Ambiente – che è stata brillantemente superata con l’archiviazione di una pregiudiziale che la dice lunga sugli interessi che questo testo sta andando a muovere proprio per i principi innovativi introdotti”.

I 5Stelle, attraverso il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino, ricordano di aver raccolto negli ultimi mesi “35 mila firme raccolte per il referendum, 150 delibere consiliari e 2 disegni di legge di iniziativa popolare deputato Cinquestelle – hanno dimostrato che la Sicilia vuole che l’acqua torni ad essere un bene comune. I deputati siciliani hanno adesso il potere di dare seguito a quella volontà. Fare politica significa avere il coraggio di operare scelte responsabili, significa essere portavoce dell’espressione dei cittadini”.

Interviene anche l’altra deputata del M5S Valentina Palmeri: “Sull’acqua non si devono fare utili – dice la parlamentare – perché è un bene comune oltre che pubblico, si deve sancire questo principio universale in Sicilia, terra da sempre oggetto di forti speculazioni private, per non dire altro”. “Abbiamo inserito, inoltre, nel ddl tutta una serie di principi rivoluzionari – aggiunge Palmeri – e innovativi a sostegno del cittadino, della risorsa acqua e dell’ambiente”.

“Da domani si fa sul serio, – conclude, quindi, il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – entrando nel merito della norma che ci auguriamo non venga stravolta, soprattutto sulla scelta della modalità di gestione che deve essere affidata in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. Noi del M5S adotteremo una linea dura contro gli emendamenti che vanno nella direzione opposta o che aprano ai privati che stanno già vessando i cittadini siciliani da troppi anni”.

Di tutt’altro tenore le dichiarazioni del presidente del gruppo parlamentare del Mpa, guidato da Roberto Di Mauro, che aveva presentato le pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma respinte dall’Ars. “Prendiamo atto del voto espresso dall’aula  – commenta Di Mauro – che ha rigettato la nostra pregiudiziale sul disegno di legge sull’acqua, nata da forti perplessità circa la regolarità delle norme proposte sotto il profilo costituzionale.”

“Restano per noi aperti tre nodi, – spiega Di Mauro – su cui abbiamo presentato alcuni emendamenti e su cui auspichiamo un confronto serio e produttivo con la maggioranza: l’unicità del servizio in ogni ambito, l’affidamento rispettoso della chiara normativa nazionale ed europea e la competenza dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.”

“Soprattutto su questi temi, – conclude il capogruppo del Mpa-  continueremo nelle prossime ore la nostra battaglia perché su questo importante provvedimento si giunga ad un testo che non esponga il nostro Parlamento all’ennesima impugnativa, che aprirebbe le porte ad un commissariamento che nessuno vuole.”