L’hanno battezzata ‘lotterie delle assunzioni’ e ipotizzano scenari preoccupanti. E’ scattata a mezzanotte la Fase B del Piano di immissioni in ruolo della riforma della Scuola che riguarda circa 60mila precari. L’Anief, rifacendosi alla Gazzetta Ufficiale del 28 agosto, spiega che “saranno però solo in 16mila (in realtà 10mila, uno ogni sei) a ricevere la proposta di assunzione “alle ore 00.01 del giorno 2  settembre  2015  attraverso  il  sistema informativo Istanze OnLine raggiungibile mediante apposito  link  sul sito www.istruzione.it”.

“I docenti destinatari – recitano le disposizioni ufficiali – accettano espressamente la proposta di assunzione entro le ore 24.00 del giorno 11 settembre 2015, esclusivamente avvalendosi delle apposite funzioni disponibili nel citato sistema informativo. Si ricorda che in caso di mancata accettazione, nei termini e con le modalità predetti, i docenti destinatari non possono ricevere ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato ai sensi del piano di assunzioni di cui all’articolo 1, comma 98, della citata legge”. 

L’Anief considera ‘cervellotico’ questo meccanismo “che porterà all’assunzione di 1 docente su 5, che ha presentato domanda, lontano dalla sua provincia e non 1 su 10 come ha detto in queste ultime ore il ministro Giannini”. Ma al centro delle polemiche ci sarebbe quello che l’Associazione professionale sindacale considera “un vero ricatto”  perché coloro “che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella citata fase b), non partecipano alle fasi successive del  piano  di  assunzioni  e  sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e ad  esaurimento in cui sono iscritti”.

Per l’amministrazione scolastica, in pratica, un precario che ha fatto domanda deve obbligatoriamente accettare la sede prescelta dall’algoritmo predisposto dal Miur: “Anche se abita a Caltanissetta – si legge in una nota – e la “ruota della fortuna” lo ha spedito a Cuneo: in caso contrario può dire addio all’insegnamento, almeno da raggiungere attraverso tramite le attuali graduatorie. E il posto lasciato libero, ancora una volta contraddicendo gli auspici del Governo sulla fine del precariato, non potrà essere nemmeno recuperato: andrà a supplenza annuale sino al 31 agosto 2016”. 

Su questo modo di procedere monta la polemica: Anief lo ritiene, al di là delle buone intenzioni espressi in più occasioni dal Governo, anche anti-funzionale alla Buona Scuola: un terzo delle assunzioni di questa tornata rimarranno infatti scoperte, per via delle graduatorie di merito e delle GaE esaurite, quindi senza più aspiranti.

I numeri sono evidenti: andranno perduti ben 3.671 posti di sostegno – su infanzia, primaria e media – a fronte di 8.797 messi a bando; lo stesso destino riguarda diverse altre cattedre su materia comune, in particolare le 1.500 di matematica alle medie (la classe di concorso A059). Sono assunzioni che, è il caso proprio di dirlo, gridano vendetta: perché negli ultimi anni sono stati specializzati coi Tfa nelle università 12.840 insegnanti di sostegno e abilitati altri 11.163 docenti nelle materie scientifiche, di cui 2.759 proprio per la A059 (oltre agli abilitati Pas, Scienze della formazione primaria e all’estero): tutti, però, sono stati lasciati illegittimamente fuori dalle GaE e dal piano straordinario di assunzioni.

“E che dire delle circa 10mila assunzioni che si effettueranno totalmente al buio e per questo esposte più che mai ai ricorsi in tribunale?”, chiede Marcello Pacifico, presidente Anief. “La prima grave incongruenza è che il Miur ha rispolverato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici della Consulta, delle collocazioni ‘coda’: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene infatti considerata dal cervellone elettronico come utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, a seguire, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie, anche se hanno 100 o 200 punti in più. E questo è assurdo”. 

“Ma l’altissimo grado di incertezza che regna su queste assunzioni – con la sede di servizio che si svelerà tra il 12 il 14 settembre – ha anche un’altra motivazione. Il ministero dell’Istruzione ha infatti messo a disposizione dei precari solo il numero di domande pervenute e le province espresse, dimenticando un dato fondamentale: la pubblicazione delle graduatorie derivanti delle stesse preferenze espresse. Costringendo a presentare la domanda senza gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione con priorità. A questo punto – conclude Pacifico – pensiamo che saranno in migliaia quelli che verranno collocati in province inaspettatamente lontane. E che, dopo aver deciso all’ultimo momento se accettare o meno, a ridosso del prossimo 11 settembre, chiederanno spiegazioni ai giudici. Con il nostro patrocinio”.

Altro che Buona Scuola. Oggi, parte l’anno zero della Brutta Scuola!”, ha affermato Salvo Mavica, segretario provinciale della Uil Scuola, che ieri  ha guidato il sit-in sindacale di protesta dinanzi l’Usp – l’ex Provveditorato agli Studi di Catania.

Commenta Mavica: “Rivendichiamo i nostri diritti, innanzitutto quello di esercizio di democrazia partecipata. Le decisioni prese nel chiuso del Palazzo non vanno bene. La politica ricordi che i lavoratori della Scuola sono cittadini, non numeri”.

“La riforma Renzi – spiega la Uil Scuola – è stata approvata con voto di fiducia in Parlamento, senza confronto con i sindacati, a dispetto della grande manifestazione del 5 maggio. Questa legge ha un impianto arretrato e autoritario, ma soprattutto contrasta i principi costituzionali della libertà di insegnamento e del diritto allo studio. Per i lavoratori della Scuola, molti rischi.  Il personale ATA, intanto, è stato escluso dal piano delle assunzioni in un settore ancora senza rinnovo dei contratti rinnovato, sottoposto a nuovi e discrezionali meccanismi salariali”. “