Governo e maggioranza accelerano sulle riforme e si comincerà dalle Province, riforma della quale c’è, già una bozza che il neo assessore alal funzione pubblica ha illustrato, per grandi linee, la settimana scorsa in commissione. Si tratta, inoltre, della riforma rimasta incompiuta dopo la legge con la quale l’Assemblea regionale ha abolito il voto e stabilito la nascita dei Liberi consorzi come enti di secondo livello.

Oggi il governo Crocetta porterà in commissione Affari istituzionali dell’Ars un emendamento di riscrittura del disegno di legge depositato mesi fa e che nella nuova versione prevede l’istituzione di sei Liberi consorzi e di tre città metropolitane (Palermo, Catania e Messina) al posto delle attuali nove Province. In pratica è l’asse di lavoro annunciato da Leotta lo scorso 5 febbraio

Il testo è stato al centro del vertice di maggioranza, concluso a Palazzo d’Orleans dopo le 22, convocato dal governatore Rosario Crocetta in un giorno difficile.

Crocetta ha affrontato con gli alleati i due grandi temi della giornata ovvero l’annuncio della doppia indagine su Montante e l’arresto del consigliere comunale del Megafono Giuseppe Faraone, per mafia. eventi irritanti per il Presidente della regione che respinge l’interpretazione secondo la quale sarebbe in corso un attacco all’immagine proprio di Crocetta e compagni nella lotta alla mafia.

Mentre si svolgeva il vertice di maggioranza sui media andavano in scena le dichiarazioni. Una gara a disconoscere la paternità di Faraone. Con una nota inviata al presidente del Consiglio Comunale di Palermo Crocetta informa Orlando che faraone non è mai stato autorizzato ad utilizzare il simbolo del Megafono e che non rappresenta il movimento. Ma dall’altra parte della barricata ‘polemica’ Angelo Attaguile che rappresenta il movimento noi con Salvini Sicilia smentisce che faraone si fosse avvicinato ai salviniani e conferma, invece, che si tratta di un consigliere del gruppo del Megafono.

In questo clima comprensibile il nervosismo del governatore che trova, comunque, modo di stringere sui temi delle riforme. Gli alleati sono comunque in fibrillazione soprattutto per la vicenda Expo nella quale gli assessori si sono sentiti esaurtorayi, quasi commissariati dal consulenti del Presidente della Regione.

Ma l’urgenza è quella di fare i compiti a casa per presentarsi, giovedì a Roma all’incontro con Delrio e forse anche col Ministro dell’economia Padoan, con qualcosa di concreto in mano. i tempi stringono e Roma pressa.