Ancora un giorno della verità, l’ennesimo. Tanti sembravano esserne arrivati negli ultimi mesi per poi rivelarsi un altro giorno interlocutorio. Ed anche oggi si apre una giornata che potrebbe essere decisiva.

Una giornata difficile come tante altre per il presidente della regione. E Crocetta sa che il periodo non è semplice tanto da aver rilanciato la sua strategia degli attacchi a tutto spiano. Il bersaglio degli ultimi giorni formazione professionale e precari. Appena ieri l’ultima denuncia e la bagarre in aula con i deputati che difendono i precari.

Ma oggi si comincia con il nuovo tavolo di maggioranza convocato prima dell’ora di pranzo ma del quale si sa poco o niente. Un tavolo che potrebbe, finalmente, avviare il confronto vero per il rimpasto ma che potrebbe, ancora una volta, dimostrarsi interlocutorio.

Agli alleati il Presidente della regione porrà, ancora una volta, le sue condizioni. Sì al nuovo governo ed anche alle indicazioni dei partiti ad iniziare da quelle del Pd, ma tutti dovranno rispettare, anche nelle indicazioni, le prescrizioni del dott. Crocetta.

In prima analisi bisognerà rispettare la parità di genere. Dunque i partiti dovranno indicare tanti uomini quante donne. Poi gli assessori dovranno essere graditi al Presidente. Basta con assessori part time, ma gente competente e pronta ad impegnarsi anche 18 ore al giorno.

Una sorta di accusa velata ad alcuni assessori che non avrebbero profuso tutto l’impegno necessario. una accusa che, in realtà, era stata rivolta da alcuni alleati a determinati assessori  e che il presidente decide di fare propria. Dunque la formazione sembra potersi costituire con tre assessori in quota a Crocetta quindi al Megafono (Borsellino, Vancheri e Stancheris le intoccabili); 4 in quota Pd (qui Nelli Scilabra è l’unica che non si tocca), uno ai Drs e due ciascuno a Udc e Articolo 4 che dovrebbero, dunque, indicare ciascuno un uomo e una donna.

Ma in attesa di questo rimpasto Crocetta assume a se l’incarico di assessore all’economia lasciato da Luca Bianchi dimissionario e lo assume proprio da oggi.la sua prima uscita da assessore all’Economia la farà dopo il tavolo di maggioranza recandosi in Commissione bilancio.

Proprio la Commissione avrà già iniziato i suoi difficili lavori. In II, infatti, ritorna il ddl pagamenti e dunque il contestato mutuo da un miliardo per pagare i debiti della Sicilia nei confronti delle imprese e questo farà slittare la finanziaria bis ovvero la grande incompiuta di Bianchi.

Per addolcire la pillola del mutuo Crocetta ha deciso di sposare la proposta lanciata da Montante e sarà lui stesso a presentare, in qualità di assessore ad interim al bilancio, l’emendamento governativo che mantiene le tasse al massimo in Sicilia fino al 2016 e poi prevede l’abbattimento graduale delle aliquote così come proposto proprio dal leader di Confindustria.

L’emendamento prevede che l’aliquota possa dimezzarsi dal 2016 quando dovrebbero bastare 55 milioni per coprire gli interessi del mutuo (anziché 150) ma una norma collegata dovrebbe prevedere ulteriori abbattimenti delle addizionali fino al loro azzeramento attraverso il recupero di somme effettuato con ulteriori tagli alla spesa pubblica.

Una scelta che rappresenta, dunque, una strada nuova. Un ammorbidimento della politica del rigore che riporta il sereno (se mai l’idillio si fosse interrotto) anche con Confindustria che ha sempre negato qualsiasi tensione con il governatore.

Punto dolente resta quello della Finanziaria bis, necessaria per sbloccare la spesa regionale o quel poco che ne resta e che slitterà almeno alla metà di aprile, se non oltre. Una finanziaria bis, dunque che si rischia di dover approvare in piena campagna elettorale per le europee. Un rischio da correre  per questa maggioranza visto che, volenti o nolenti, le tensioni legate alle candidature hanno già fatto ingresso nello scenario politico siciliano.