Nel testo della manovra all’esame del capo dello Stato ci sarebbe, secondo alcune indiscrezioni anche il taglio del 30% di “tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni” presenti nella bolletta elettrica.

Ma la notizia viene smentita dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (nella foto) :”Non mi risulta”, ha dichiarato ai giornalisti. Anche il ministro Paolo Romani. nega. Il Cdm avrebbe convenuto sull’eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas. Un taglio che, secondo Romani, non avrebbe portato benefici alla collettività, incidendo solo per un 3% sul totale del costo. “Al contrario – ha spiegato il ministro -, avrebbe comportato l’eliminazione di agevolazioni alle famiglie numerose e alle classi meno abbienti, mettendo inoltre a rischio il funzionamento di impianti strategici per la gestione dell’emergenza rifiuti. Stiamo lavorando già da tempo alla rimodulazione degli incentivi e del conseguente peso in bolletta, prima con il dlgs rinnovabili, poi con il decreto specifico per il fotovoltaico, dando impulso al settore e intervenendo in modo netto e selettivo su sprechi ed eccessi del passato”.

Ma dall’opposizione si ribadisce invece che la modifica sulle rinnovabili sarebbe stata effettivamente inserita nel testo definitivo.

“Non sappiamo quale testo della manovra abbia letto il ministro Prestigiacomo: la bozza disponibile prevede all’articolo 35, comma 10, il taglio delle rinnovabili”, afferma Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd.

“A questo punto – continua Boccia -, se scegliesse la strada delle dimissioni, saremmo solidali con il ministro dell’Ambiente”.

fol