La Sicilia versa in una grave condizione economico finanziaria che è una questione da risolvere ma la crisi si concretizza in una carenza di liquidità e dunque nella impossibilità di pagare i propri conti. tecnicamente la Sicilia non può andare in default.

A chiarire gli aspetti tecnico contabili alla Commissione bilancio dell’ars è il presidente della Corte dei Conti Maurizio Graffeo ascoltato oggi in proprio dai componenti della Commissione. “L’emergenza finanziaria resta una questione da risolvere – ha detto Graffeo ai componenti la Commissione – ma escludo ogni rischio di default”.

“La Regione soffre una forte crisi di liquidità intesa come incapacità di corrispondere pagamenti -aggiunge Graffeo- ma l’ isola non corre il rischio di default. La Sicilia è parte di uno Stato comunitario, è la Repubblica italiana che deve garantire l’equilibrio dei suoi conti”.

La questione è prettamente tecnica ma di fatto Graffeo spiega che il fallimento di una Regione è impossibile essendo essa parte di uno stato e non una entità autonoma. paragonando il sistema pubblico a quello privato sarebbe come chiedere il fallimento di un ramo d’azienda cosa che non è possibile. Casomai un ramo della stessa azienda trascina nel fallimento l’intero gruppo se non  viene tagliato prima di effetti disastrosi.

Ai giornalisti che gli chiedevano se, allora, fosse possibile un commissariamento della Sicilia su questioni economico finanziaria Graffeo, a margine dell’audizione,. dice di no “non ci sono le condizioni perché questo avvenga”.

Ma Graffeo ha lanciato anche un allarme sui conti in vista del prossima anno: “Il 2016 sarà un anno terribile. Occorre uno sforzo di consapevolezza da parte di tutti. Biosgna rendersi conto che siamo in grande difficoltà. La magistratura contabile -ha avvertito – terrà alta
l’attenzione in particolare sui residui attivi perché questa voce avrà refluenze notevoli sugli strumenti contabili del prossimo anno”.

“La Sicilia ha accumulato un debito che impegnerà le future generazioni nei prossimi trent’anni – ha aggiunto confermando –  l’indebitamento della Regione siciliana sfiora gli 8 miliardi di euro e negli ultimi dieci anni quando la situazione era ancora gestibile, avevamo raccomandato un Piano di rientro dal deficit serio e credibile con lo Stato, ma non è stato fatto”.

Questioni tecniche a parte resta la crisi di liquidità. Il ‘sic’ (sistema informatico di controllo dei pagamenti attraverso mandato digitale) è bloccato e con esso i pagamenti regionali fino a metà agosto e la crisi di liquidità è evidente.