In una città a forte rischio sismico come Catania, un piano di prevenzione e sicurezza delle strutture pubbliche è importantissimo. Se tali strutture, poi, sono quelle in cui migliaia di studenti trascorrono la maggior parte delle proprie giornate, la messa in sicurezza risulta fondamentale. L’Università di Catania ha ufficializzato l’indagine sul rischio sismico per la tutela del patrimonio edilizio dell’ateneo che prenderà vita nel corso del triennio 2015-2018.

Tale programma, che nasce dalla necessità di mettersi in linea con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274/03 sulle zone sismiche, prevede la verifica di tutte le costruzioni, vecchie e nuove.

L’Università di Catania vanta infatti numerosi immobili che hanno un grande valore artistico e culturale; strutture secolari come Villa Cerami – costruita a fine 1600 – o come il Monastero dei Benedettini, di qualche anno più anziano.

Ad occuparsi di questo piano di prevenzione e controllo sarà la stessa Università, tramite le competenze e le attrezzature del dipartimento  di Scienze biologiche geologiche e ambientali. A coordinare l’intera attività vi saranno i professori Sebastiano Imposa e Giuseppe Lombardo, geofisici in servizio nella sezione di Scienze della Terra del dipartimento, insieme agli ingegneri Piergiorgio Ricci, Agatino Pappalardo e Antonio Nigro che utilizzeranno misure di tremore ambientale.

Questo è il metodo geofisico-strumentale più usato dalla comunità scientifica nazionale e internazionale poichè dotato di grande rapidità di risposta e facilità di impiego nonchè molto affidabile.

Insomma, si tratta di un’iniziativa importante e utile per la salvaguardia di un ricco patrimonio culturale e artistico, oltre che per mettere in sicurezza delle strutture frequentate e affollate da giovani.

a cura di Giuseppe Mirabella