E’ stata notificata giovedì scorso alla Tecnis, l’impresa di Mimmo Costanzo e Concetto Bosco un’interdittiva antimafia del Prefetto di Catania, fondata su argomentazioni coperte da “segreto di ufficio” e quindi non divulgabili senza incorrere in sanzioni penali.

Lo rende noto la stessa azienda finita nel mirino degli investigatori nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Anas che ha portato ai domiciliari i suoi imprenditori di riferimento.

Tecnis sta eseguendo alcune delle maggiori opere in corso in Sicilia, dalla strada Nord Sud, alla metropolitana di Palermo passando per opere nei porti di catania e Ragusa.

Il Prefetto di Catania – fa sapere la Tecnis – ha subito manifestato grande sensibilità, comunicando alle Stazioni Appaltanti l’intenzione di valutare l’applicazione delle misure di commissariamento delle imprese, previste dalla legge, per garantire la continuità di funzione ed i servizi indifferibili per la collettività, nonché per salvaguardare i livelli occupazionali.

A rischio non c’è solo lo stop ad importanti opere ma anche i livelli occupazionali visto che solo alla Nord Sud, per fare un esempio, lavorano attualmente 90 operai.

“Il Cda di Tecnis ha delegato immediatamente i suoi legali a rappresentare al Prefetto la più ampia collaborazione – si legge in una nota dell’azienda – al fine di individuare il percorso più rapido ed efficace per garantire la continuità nell’attività di impresa ed il rispetto degli accordi di ristrutturazione dei debiti, in corso di perfezionamento con i fornitori ed il sistema bancario”.

“Avendo già avviato un processo di radicale riorganizzazione dell’azienda – conclude la nota – il Cda auspica che la momentanea difficoltà derivante dall’intervento prefettizio sia superata rapidamente, con la conferma della fiducia nel piano industriale dell’azienda”.