La tradizionale gita fuori porta di Santo Stefano non c’è stata. Innanzitutto per dipendenti reperibili, richiamati in fretta e furia a riaprire il ‘Palazzo’; addirittura qualcuno si sarebbe presentato con l’abito della festa per non fare tardi . E poi per Raffaele Lombardo che già ieri pomeriggio si è palesato a Palazzo d’Orleans rimettendo in moto la macchina per la costruzione del nuovo esecutivo. Del resto lo aveva  già annunciato la scorsa settimana che il nuovo governo potrebbe essere definito durante queste festività di fine anno.

Lombardo ha richiamato i suoi collaboratori più stretti e ha inanellato una serie di incontri politici che sono andati avanti fino a sera. Poi una visita in una mostra d’arte in centro e ancora una batteria di riunioni.

C’è chi parla di uno schemino, appuntato su un foglio di quadernone, con posti e ruoli, ma dei nomi dei papabili non c’è traccia.

Lombardo poi ha affidato al suo blog alcune considerazioni più o meno note: la necessità di ‘aggiustare qualcosa’, i segnali di apertura all’Udc (che stamani a Messina discuterà la questione governo Lombardo) e soprattutto l’identikit dell’esecutivo. Ooccorre “trovare le persone giuste che abbiano al tempo stesso la competenza e la sensibilità politica che serve per rilanciare l’azione amministrativa”, scrive il governatore  il quale poi specifica che “si convenga che non saranno deputati”. Insomma Lombardo fa intendere che è pronto ad accogliere figure di area purché non provengano direttamente da Sala d’Ercole, così come si dice (più o meno) pronto “ad aprire un dialogo con chi ci voglia stare anche al di fuori di quella maggioranza perché l’apporto di tutti è più che utile”.

Sicuramente verrà definita al più presto la questione dei dirigenti generali perché “non può esserci una proroga”.

Stamani, mentre a Messina l’Udc chiarirà la propria posizione, il presidente della Regione ha previsto nuovi incontri, poi nel pomeriggio il vertice a Roma con il sottosegretario Catricalà per sciogliere alcuni nodi come l’ordinanza di protezione civile per i comuni interessati dal dissesto idrogeologico e la vertenza con le Ferrovie dello stato.