Il governatore Rosario Crocetta, oggi a Catania, parlando del futuro della giunta regionale, ha stoppato sul nascere ogni possibilità di un ingresso in maggioranza dei verdiniani che in Sicilia fanno capo a Saverio Romano.

La risposta dell’interessato non si è fatta attendere: “La Sicilia e` prigioniera di un presidente della Regione non solo incapace e ignorante, ma dannoso e indecente, che fa ridere il Paese, isole comprese, e che sta approfittando dell`appoggio di alcuni avventurieri della politica, preoccupati del `cosa faro` domani se cade il governo Crocetta quater`.

Oggi non e` piu` possibile sorprendersi: questo volgare mistificatore della realtà, eletto alla presidenza della Regione per un irripetibile gioco della sorte, ha oltrepassato ogni nostra preoccupazione, continuando a vessare i siciliani in tutte le forme possibili, insensibile alle grida di disperazione che ogni giorno tutte le categorie gli rivolgono sin sotto la sua finestra di palazzo d`Orleans, capace solo di preservare la cerchia di amici da sistemare e di interessi politici particolari da tutelare, promotore di quell`antimafia degli affari, parolaia e inutile che ha fatto cadere il suo velo e la sua ipocrisia.

Crocetta – prosegue Romano – non si preoccupi del mio futuro politico: c`ero prima di lui e ci saro`anche dopo, forte dell`affetto dei miei elettori, a cui rispondo con il mio operato e le mie scelte. A parlare, invece, della tragedia che il governo Crocetta – fin qui nelle sue quattro versioni – ha significato per la Sicilia saranno i numeri impazziti dei conti regionali, il dissesto che ha provocato, i posti di lavoro che ha cancellato e quelli che non ha contribuito a creare, il numero dei biglietti di bus, treni e aerei acquistati dai giovani e dalle famiglie che hanno lasciato la Sicilia, il numero delle imprese che hanno chiuso, il numero – 55 – degli assessori che ha dovuto cambiare pur di rimanere a galla sulla sua poltrona, in assenza di un piano, di una qualsivoglia strategia di sviluppo e di crescita.

L`unico numero che rimane da conoscere – conclude Romano – e` quello dei giorni che ci separano dalla prima occasione utile per i siciliani: quella in cui potranno sferrargli un sonoro calcio nel sedere. Proprio per questo e` giunto il momento che tutti coloro che vogliono una Sicilia senza questo vergognoso presidente della Regione, al di la` degli schemi e delle appartenenze, facciano fronte comune”.