Sembra vicino l’addio dell’assessore all’Agricoltura Rosaria Barresi. La sua nomina risale a due mesi fa, ma la girandola del Crocetta-ter riparte.

Dai corridoi di Palazzo D’Orleans arrivano le prime indiscrezioni: a raccogliere l’eredità potrebbe essere il deputato del Pd, Bruno Marziano, presidente della commissione per le Attività produttive all’Ars. Lo stesso Marziano che, a settembre 2014, annunciò di andare in procura per verificare se ci fossero gli estremi del reato di voto di scambio per la nomina dell’assessore al Territorio e Ambiente, Piergiorgio Gerratana.

Il deputato era preoccupato per il tentativo del governatore di creare posizioni di vantaggio per le elezioni regionali, in vista del ritorno al voto in otto sezioni della provincia di Siracusa.  Eletto  per una manciata di voti in più di Giovanni Cafeo (il primo dei non eletti), attribuiva a Cafeo un accordo con i renziani e il neoassessore nominato dal presidente della Regione.

Alla luce di quanto successo, potrebbe sembrare una stonatura l’eventuale assegnazione della poltrona all’Agricoltura al deputato, che attenderebbe il via libera dal Partito democratico. In realtà, l’assessore in pectore (del gruppo dem), al di là della “disarmonia” con il governatore, non ha mai nascosto di essere tra quelli che hanno sempre nutrito la speranza di trovare una soluzione alla bufera esplosa, all’interno di un Pd “sull’orlo di una crisi di nervi”,  tra coloro che volevano staccare la spina alla giunta regionale.

Infatti, nel caos delle rivelazioni dell’Espresso, sulla nota intercettazione (?) tra Crocetta e il suo medico Tutino, Marziano diceva: “Staccare la spina sarebbe un suicidio – galleggiare un disastro. Tentiamo un rilancio dell’attività della giunta”.

Se la notizia delle dimissioni di Rosaria Barresi dovesse essere confermata, il deputato piddino sarebbe il terzo politico del Crocetta-ter, dopo Baldo Gucciardi (Pd) alla Salute e Giovanni Pistorio (Udc) alla Funzione pubblica; nonché il quinto assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, dopo Cartabellotta, Reale, Caleca e Rosaria Barresi.

Una legislatura difficile quella di Rosario Crocetta, per molti indigeribile: due anni e mezzo di amministrazione che, tra dimissioni e rimpasti, si è trasformata in una avvincente rotazione di componenti di giunta: ad oggi 38.

Il congedo da assessore alla Salute di Lucia Borsellino è stato solo l’ultimo terremoto politico di un governo così complicato che, tra conti in profondo rosso, questione morale, spot, cerchi magici e rivoluzioni mancate, è riuscito a incassare negli ultimi due mesi quattro pesanti commiati: da Leotta a Caleca, dalla Borsellino alla Vancheri.