Il comandante del nucleo operativo regionale di polizia giudiziaria del Corpo Forestale andrà in pensione a breve. Gioacchino Leta ha 63 anni dipendente della Regione dal 1977. Ha superato i 40 anni di anzianità contributiva.

Ha tutti i numeri per andare in quiescenza. Alcune procure della Sicilia hanno sollecitato con formali richieste, nel rispetto delle norme di legge, la proroga per completare alcune delicate indagini. In un primo momento il provvedimento firmato dal presidente Rosario Crocetta era stato deliberato. Era il 29 marzo.

Nella delibera del presidente della Regione si diceva che il commissario poteva restare in carica fino al compimento del 65 esimo anno di età. Il 23 maggio un secondo provvedimento, sollecitato dall’assessorato al Territorio e Ambiente, ha revocato la proroga.

“In ragione alla grave congiuntura economica che investe la Sicilia e quindi al fine di salvaguardare il proseguimento degli obbiettivi connessi al contenimento della spesa propone di revocare – si legge nella delibera di giunta Crocetta – il precedente provvedimento”. Peccato che ad un altro dirigente dell’assessorato Foreste Vincenzo Foti è stato consentito di restare oltre il 65 esimo anno di età fino al compimento del 67 esimo anni. Un’evidente differenza di trattamento da parte della stesso ente regionale. Citando le stesse norme si sono presi due provvedimenti diversi.

“Non comprendo la disparità di trattamento – dice il comandante Leta – Davanti a norme uguali si sono decise due strade diverse. Gli uffici giudiziari avevano espresso formalmente una richiesta precisa di mantenimento in servizio per completare alcune delicate attività investigative che sarebbero stati utili allo stato. Voglio sottolineare che non c’è nessun aggravio per le casse regionali visto che la pensione viene erogata da altra cassa. Non farò ricorso perchè non sono io che dovrò decidere se rimanere o meno. Chiedo allo Stato di decidere se sarà utile ancora il mio lavoro di tutti questi anni”.

In questa vicenda ci sono troppe contraddizioni. “Nelle proroghe concesse precedentemente – aggiunge Leta – c’è scritto che il nucleo è oggettivamente sotto organico e si era detto che non bisognava mandare in pensione nessuno. Anche questo è stato disatteso”.

Il comandante Leta negli ultimi mesi ha ricoperto anche il ruolo di comandante del distaccamento forestale di Bagheria, dove erano finiti in manette diversi ispettori del Corpo Forestale accusati di corruzione e peculato. In questi mesi nel territorio di competenza da Villabate a Termini Imerese sono ripresi i controlli, sequestri e denunce. In questi anni nel corso dell’attività gli uomini coordinati da Leta hanno consentito di arrestare diversi dirigenti della stessa Forestale pizzicati ad utilizzare vetture del Corpo per scopi privati. Sono stati scoperti anche funzionari beccati a commettere illeciti penali e amministrativi. Accanto a queste ci sono state anche operazioni antidroga, antiprostituzione, riciclaggio di denaro. In questi mesi sono in corso delicate indagini su altri uffici regionali che coinvolgerebbero altri funzionari dello Stato. Indagini coordinate dallo stesso comandante.