Ricordi e risate, perché quando stai con Fiorello nella ‘sua’ Taormina è così. Rosario Tindaro, nato a Catania oltre 50 anni fa (‘ma tu c’arruari comu a mia!!, risponde fra gli sghignazzi dei giornalisti) , quando torna da queste parti non può non sentirsi a casa. Del resto lui è l’antidivo per eccellenza e poi davanti ai cronisti siciliani è sinceramente difficile immaginare un incontro ‘istituzionale’. Tanto dialetto e anche dei siparietti che sinceramente sarebbero impossibili da replicare a Roma o Bergamo.

Come quando rivela di avere partecipato ad una trasmissione televisiva condotta dal bassista dei Beans, Tony Ranno, ma non si ricorda esattamente quale fosse l’emittente. “Avevo battuto un record a Radio Marte Augusta e mi invitarono. Tony con quei capelli sembrava quello della Vecchia Romagna etichetta nera…ma non c’è il video di sta cosa?”

Parte la telefonata a Natale Zennaro, regista storico delle tv locali fin dagli anni ’70, che quasi non ci crede: “Ma la tv era Antenna Sicilia o Teletna? –chiede Fiorello – Fammelo avere il filmato se lo trovi”.

Oppure quando ricorda l’anno scolastico catanese all’Ugo Foscolo, perché ‘ad Augusta me l’ero giocate tutte’ e il suo esame di maturità mai completato. “Ho fatto solo gli scritti e mi presentai agli orali con una maglietta Miami beach-Florida e dissi: ‘signori, che volete che vi dica…non ho studiato…si vede! Vi salutai! Devo andare’. Fui molto onesto con me stesso”.

E quell’onesta, Rosario Fiorello, l’ha sempre mantenuta anche quando gli hanno proposto una laurea honoris causa in comunicazione: “Non la voglio, non me la merito, perché non ho studiato!!”

E poi non manca l’elenco degli amici catanesi:  “Nello Bianchi, l’uomo con la Vespa più truccata del mondo, il mitico Melvio Marino (storico dj ndr) è ancora  beddu carusu l’ho rivisto in aeroporto. Angelo Micale con le cuffie…”.

Tra un ricordo e tante freddure, l’artista ricorda che lo show in programma per tre sere di fila al Teatro Antico di Taormina, “racconterà anche pezzi di vita quotidiana” che lo stesso Fiorello raccoglie prima di andare in scena. L’ha fatto anche in questi giorni girando fra Giardini e Letojanni e la stessa Taormina fra lo stupore di tante persone.

Niente politica perché come dice Rosario “di satira ce n’è già troppa e poi sui social network di battute esilaranti se ne trovano tantissime e qualsiasi battuta politica tu possa fare l’hanno già fatta…”.

Fiorello conferma che preferisce tornare in tv con i suoi tempi, intanto con lo show ‘L’ora del Rosario’ gira la provincia italiana che “è molto meglio rispetto a ciò che si racconta, meglio delle grandi città, la gente che vive nella provincia è la vera ossatura del Paese, è la gente che non si scoraggia”.

“Trovo la provincia meravigliosa e genuina. Cerco sempre di rimanere attaccato a quella provincia da cui io stesso provengo. Ho preferito, infatti, fare uno spettacolo che girasse e che partisse appunto dalla provincia italiana”.

“‘Facendo’ la provincia – aggiunge l’artista- non è come quando fai i palazzetti che sono sempre gli stessi negli stessi posti delle grandi città. Con la provincia italiana vedi altre realtà, tanti altri teatri. Esempio? Bergamo. È bellissima. Bergamo alta, addirittura, mi ricorda Taormina con le sue strade piccoline. In tutta Italia, così – evidenzia Fiorello- non vengo solo nel giorno dello spettacolo, ma qualche giorno prima per raccogliere umori, informazioni, cose ‘strane’, simpatiche che a volte filmo anche. Alla fine dello spettacolo,infatti, partono questi video dove la gente, magari, si rivede”

E a proposito di provincia e di paese, Augusta in questo caso, la cittadina aretusea dove ha vissuto per anni, Rosario Fiorello fa un augurio sincero al nuovo sindaco Di Pietro, perché “Augusta ha passato dei brutti momenti con l’inquinamento, lo scioglimento del Consiglio comunale” (per mafia ndr)…”.

Inevitabile non parlare con il Rosario nazionale anche di calcio, una delle sue passioni. Diviso tra l’Inter, la sua squadra del cuore, ed il Catania, Fiorello diventa si fa serio in volto prima di ironizzare parzialmente sull’ultimo scandalo che ha investito la società rossazzurra. ‘Pressantissimo’ dai giornalisti, quasi ‘accerchiato’ a più riprese sull’argomento in questione, anticipa comunque che durante lo spettacolo ne parlerà.

Infine, si torna alla vita, agli anni che passano. A 55 anni, molti dei quali ormai trascorsi oltre lo Stretto, Fiorello potrebbe soffrire la Sicilitudine: cioè tornare in questo pezzo di mondo. Ma lui risponde con quel sorriso contagioso: “Tra qualche anno succederà – assicura- Almeno tra cinque. Per adesso non è possibile. Quando mi ritirerò a vita privata dividerò l’anno con quattro mesi qua, in questa parte di Sicilia, quattro mesi a Roma e quattro in montagna…”.