La rottura, ieri sera, delle trattative tra Eni e i sindacati nazionali di categoria mette a repentaglio le politiche industriali dell’Isola. Il governatore Crocetta deve presto agire ai più alti livelli istituzionali per impedire che l’Eni faccia definitivamente marcia indietro rispetto al ‘congelamento’ del piano di investimenti da 700 milioni programmato solo un anno fa e che era fondamentale anche al risanamento ambientale dell’area. Il governo Renzi, inoltre, non sottovaluti che quella dell’Eni è una scelta che metterebbe in pericolo anche le politiche energetiche italiane, non solo siciliane, e soprattutto migliaia di posti di lavoro.”

Lo afferma in una nota il deputato regionale del Pd Mariella Maggio. “Non si può impoverire ulteriormente la Sicilia anche sul piano industriale”, conclude vicepresidente della Commissione Lavoro all’Ars, mentre a Gela sale la tensione.